Migranti, il campo di accoglienza per chi vendemmia «Ad Alcamo lavoriamo duro, servono docce e bagni»

«Amunì a vendemmiare? Chi vuole venire con noi?». Inizia così la giornata ad Alcamo. Sono circa le 5.30 del mattino in piazza Pittore Renda e i lavoratori stagionali si preparano per andare a lavorare tra i vigneti. La vendemmia qui è molto sentita e ogni anno la città si anima di stranieri per la raccolta delle uve, che rappresenta la principala economia della città. Le strade sono un viavai di camion, trattori e furgoncini che passano a prendere i lavoratori in attesa. In questa piazza da anni si riversano persone di diverse nazionalità – in gran parte rumeni, senegalesi, tunisini e nigeriani – in attesa di essere impiegati nelle campagne degli alcamesi. 

La paga varia dai 40 euro ai 45 euro, per circa 10-12 ore di lavoro giornaliere. Gran parte dei lavoratori, quelli con il permesso, viene messa in regola a causa dei tanti controlli, anche se il fenomeno del lavoro nero è ancora presente. Ogni mattina si cercano lavoratori nuovi: «Tu vuoi venire? Lavori bene? Se no … a casa», tuona un uomo rivolto a un migrante. La settimana scorsa i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Trapani hanno sanzionato tre aziende tra Mazara del Vallo e Marsala. All’interno c’erano 13 lavoratori in nero e due irregolari sui 17 presenti, con le forze dell’ordine che hanno elevato sanzioni per circa 41mila euro. «La mattina è sempre così, aspettiamo chi ci farà lavorare – spiega un ragazzo tunisino, mentre aspetta l’auto che lo porterà in una delle campagne fuori città -. Vengo ogni anno per la vendemmia e spero che anche stavolta venga riaperto il campo di accoglienza, perché senza sarebbe dura».

Il riferimento va alla struttura che, negli scorsi anni, il Comune ha allestito per fornire i principali servizi ai lavoratori stagionali: un letto, un bagno e un pasto. Un’organizzazione che spesso è stata possibile grazie al contributo delle associazioni di volontariato. Quest’anno però – a causa anche dell’inizio anticipato della vendemmia, in seguito alle grandi piogge dell’inverno scorso – l’amministrazione guidata dal sindaco del Movimento 5 Stelle Domenico Surdi non è ancora riuscita ad aprire il campo: «Durante l’ultimo consiglio comunale abbiamo chiesto l’apertura immediata – spiega a MeridioNews il consigliere comunale di Alcano bene comune Mauro Ruisi -. Dal 2012 lavoriamo per garantire condizioni umane a quei lavoratori che contribuiscono alla crescita economica della città. Alcamo è una città agricola che basa la sua economia principalmente sul vino, non possiamo considerare l’accoglienza ai lavoratori-migranti una cosa secondaria. Bisogna – sottolinea – offrire i servizi essenziali a prevenire disagi e problemi igienico-sanitari».

A riguardo, nei mesi scorsi, il Comune ha predisposto due bandi per l’affidamento dei servizi di l’accoglienza, ma entrambi sono andati deserti: «L’ultimo il mese scorso – spiega il primo cittadino -. Adesso, grazie al lavoro dell’assessore Fabio Butera, abbiamo incontrato le associazioni di volontariato e stiamo lavorando per aprire il campo al più presto. Per noi è un tema molto importante che cercheremo sicuramente di affrontare sempre con la massima serietà, cercando di poter programmare tutto in anticipo per il prossimo anno. Per questa vendemmia contiamo di poter chiudere tutto entro lunedì».

Dal canto suo, Ruisi ricorda come quattro anni furono proprio i consiglieri di Abc a contribuire all’allestimento. «I lavoratori dormivano nelle ville comunali e per strada o negli spazio antistanti il castello – racconta -. Con i primi soldi dei gettoni di presenza facemmo installare bagni chimici e vespasiani in piazza della Repubblica e in piazza Pittore Renda. Garantire dignità a persone in difficoltà, per di più lavoratori, ci fa diventare una comunità migliore. La questione – avverte – non può essere affrontata come un’emergenza e una lotta contro il tempo». In merito al bando andato deserto, Ruisi commenta: «In passato abbiamo proposto una cabina di regia per essere pronti nei tempo giusti, ma non è stata creata».

In attesa che il Comune mantenga la promessa, i lavoratori per il momento accampati nuovamente nelle ville comunali. In molti, prima di andare in campagna, lasciano i propri effetti personali sugli alberi. Poi la sera, a lavoro terminato, ognuno si costruisce il giaciglio in cui trascorrere la notte. Tra qualche giorno le cose potrebbero andare meglio, ma non per tutti: Surdi ha fatto sapere che il campo sarà fruibile soltanto dai lavoratori in regola, quindi con permesso di soggiorno e contratto di lavoro. «Fortunatamente, grazie ai controlli delle forze dell’ordine, quelli regolari sono di più dei lavoratori in nero», conclude Ruisi.


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