Parte da Siracusa, e dal nuovo comitato locale di Futuro Nazionale, la guerra delle imprese per liberarsi delle casse edili: a capitanarla è Giuseppe Giganti, referente del movimento politico del generale Roberto Vannacci. In una provincia in cui, secondo le stime dei sindacati, circa il 30 per cento delle imprese già non è in regola: […]
Siracusa, il referente di Vannacci contro le casse edili: ma tra le ditte irregolari anche quelle per cui lavora
Parte da Siracusa, e dal nuovo comitato locale di Futuro Nazionale, la guerra delle imprese per liberarsi delle casse edili: a capitanarla è Giuseppe Giganti, referente del movimento politico del generale Roberto Vannacci. In una provincia in cui, secondo le stime dei sindacati, circa il 30 per cento delle imprese già non è in regola: tra ritardatari, evasori e fantasmi. Nella vita Giganti è un consulente del lavoro e da qui nascono le sue proposte per le piccole imprese, oggi alle prese con problemi di liquidità e pignoramenti. Tra le soluzioni di Giganti c’è una sua battaglia decennale: rivedere il Durc, il documento che attesta la regolarità delle contribuzioni aziendali. Che adesso propone, in un video social, a Vannacci, oltre che al «popolo d’Italia, agli iscritti e, soprattutto, ai camerati», dice. In un settore che, però, pare spesso prendere scorciatoie rispetto alle norme, nonostante il lavoro dei consulenti.
La lotta di Giganti contro le casse edili
Le casse edili per Giganti, lo ha sempre detto, sono un problema. «Enti privati gestiti dai sindacati che, fregandosene di aziende e operai, se ritardi a pagare gli accantonamenti ti bloccano il Durc, necessario per lavorare, e ti pignorano i conti». Il riferimento è agli organismi composti, in realtà, anche dalle associazioni datoriali. Finanziate da una quota mensile obbligatoria per le imprese, le casse edili si affiancano a Inps e Inail. Gestendo alcuni aspetti – ferie, gratifica natalizia (come una 13esima, ndr), anzianità e quote integrative – difficili da maturare in un settore in cui si cambia spesso impresa, anche in pochi mesi. Oltre a occuparsi di rilasciare proprio i Durc.
La battaglia dei Durc
Il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) è obbligatorio per le imprese edili e agricole, e per chi lavora con il settore pubblico. Gestito dalle casse edili con Inps e Inail, attesta che un’azienda è in regola con i pagamenti previsti dai contratti nazionali di lavoro. E, nel caso della cassa edile, anche che numero di operai e ore di lavoro siano coerenti per singolo cantiere. Non una semplice formalità: con un Durc irregolare, infatti, si è scartati dai bandi pubblici. E, nel caso dell’edilizia, non si possono ricevere pagamenti neanche dai privati, oltre a far traballare le autorizzazioni. Un sistema che, per Giganti, sottrae forza economica alle aziende, costringendole al rischio di «non riuscire a pagare i dipendenti». Ed è forse per questo che molte imprese cercano di aggirare le regole. Comprese alcune per cui lo stesso Giganti ha prestato consulenza.
Il Durc sbianchettato: dal panificio nelle Marche all’impresa di Rosolini
Tra i casi curiosi, ma sintomatici della provincia, c’è un falso Durc del 2022. Emesso per un panificio di Urbino, nelle Marche. Ma riproposto – con identici numero di protocollo e date – a nome di un’azienda edile di Rosolini. Che non avrebbe potuto ottenerlo, perché in ritardo con i versamenti. Presentati, inoltre, per un solo operaio, a prescindere dal tipo di cantiere. «Sono consulente di quest’azienda circa dal 2016 – conferma Giganti -. Non conosco questa storia, ma perché falsificare un Durc, se oggi lo richiede il committente online?». Giusto appunto tecnico, se non fosse che il settore non sembra così aggiornato. «Una volta i Durc venivano emessi solo su carta filigranata, come i soldi – spiega Elena Di Stefano, direttrice della Cassa edile di Siracusa -. Oggi c’è la banca dati online, a cui tutti possono accedere. Ma vediamo ancora circolare molti cartacei per ignoranza o per velocizzare una pratica».
L’accordo anti-Durc costato oltre 53mila euro all’azienda
Un diverso approccio allo stesso problema combattuto da Giganti è quello adottato da un’altra azienda edile siracusana. Che ha siglato un accordo coi dipendenti per versare loro le somme, senza passare dalla cassa edile. Una soluzione creativa che, però, è costata all’impresa quasi 18mila euro di arretrati e oltre 35mila di maxi-sanzione. Giganti, consulente dell’azienda in questione, spiega a MeridioNews: «Io elaboro i dati sui documenti forniti. Se un lavoratore preferisce le somme in busta paga, chi sono io per dire di no? Spiego come si dovrebbe fare, ma la responsabilità è dell’azienda. Molti preferiscono pagare la sanzione che versare il doppio alla cassa». Una pratica segnalata nel 2022 anche dalla Fillea Cgil Siracusa. Protagonista un’altra azienda – vicina di casa di Giganti, con stessa via e civico del suo studio e oggi comitato di Futuro nazionale Siracusa – nelle cui buste paga risulta la voce «Restituzione cassa edile non versata».
L’amara risposta della Fillea Cgil Sicilia
«Siamo a conoscenza di queste vicende – conferma Giovanni Pistorio, segretario Fillea Cgil Siracusa -. E sono in corso valutazioni, affidate al legale Giovanni Inzolia, per eventuali segnalazioni alle autorità. La nostra attenzione è costante, come sindacalisti e amministratori delle casse edili». Sul depotenziamento del Durc, chiesto da Giganti, il sindacato espone netta contrarietà: «Andrebbe rafforzato, semmai – continua Pistorio -. Oggi gli strumenti ci consentono un controllo accurato, ma tutto si può migliorare». Amara, invece, la risposta sul ruolo delle casse edili: «Si contesta la parte di accantonamento che va alla cassa e mi dispiace che lo dica proprio un consulente – conclude il segretario Fillea Cgil Sicilia -. Quei contributi servono in minima parte al funzionamento della cassa stessa. Vanno soprattutto ai lavoratori, per benefici come scatti di anzianità e contributi per chi ha figli che studiano. Ma anche rimborsi e incentivi alle aziende per visite mediche, formazione e sicurezza».