Ci sono attività commerciali che, specie nelle aree interne della Sicilia, non sono solo semplici negozi, ma presidi di socialità. Spazi di aggregazione e relazione che rischiano di chiudere e lasciare questi territori ancora più in balia dello spopolamento. Per provare ad arginare questa erosione arriva all’Ars un disegno di legge: Disposizioni per il sostegno […]
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Il commercio di prossimità contro lo spopolamento delle aree interne: «Servono risorse dalla Regione»
Ci sono attività commerciali che, specie nelle aree interne della Sicilia, non sono solo semplici negozi, ma presidi di socialità. Spazi di aggregazione e relazione che rischiano di chiudere e lasciare questi territori ancora più in balia dello spopolamento. Per provare ad arginare questa erosione arriva all’Ars un disegno di legge: Disposizioni per il sostegno e la valorizzazione del commercio di prossimità nei comuni delle aree interne della Sicilia. Presentato dal gruppo del Partito democratico, il ddl è già stato assegnato per l’esame alla terza commissione. «Il commercio di prossimità – dice a MeridioNews il deputato del Pd Fabio Venezia che è il primo firmatario del ddl – costituisce una componente essenziale della coesione economica e sociale dei territori».
Il ddl per valorizzare il commercio di prossimità
Gli esercizi commerciali di piccole dimensioni – dall’alimentari alla farmacia, dall’edicola al bar, dal panificio al fruttivendolo e ai minimarket – nei comuni delle aree interne della Sicilia «sono l’ossatura dei piccoli paesi e delle comunità che li abitano. Sono un servizio essenziale per i cittadini. In particolare, per gli anziani e le persone prive di autonomia negli spostamenti». Ed è per questo che la loro chiusura determina effetti che vanno oltre la perdita di un’attività economica. «Può aggravare l’isolamento sociale – sottolinea Venezia -, aumentare gli spostamenti verso i centri maggiori e contribuire, quindi, al processo di spopolamento». Nasce come argine a questo fenomeno il ddl che introduce, come si legge nel testo, «un sistema organico di sostegno articolato su più livelli».
Il Fondo regionale
In primo luogo, il ddl propone di istituire all’assessorato delle Attività produttive il Fondo regionale per il commercio di prossimità nelle aree interne. Il fondo sarà destinato a sostenere la permanenza di imprese commerciali a rischio di cessazione – favorendo il trasferimento tra generazioni – e le nuove iniziative imprenditoriali. «L’obiettivo – aggiunge Venezia – non è introdurre una misura assistenziale permanente, ma accompagnare la trasformazione e la competitività delle piccole attività economiche in virtù del loro valore sociale e territoriale». Ed è in tal senso che la Regione dovrebbe concedere contributi a fondo perduto. Nello specifico, 25 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2027-2029. «Le risorse – dichiara il deputato del Pd al nostro giornale -, almeno per avviare una prima fase di sperimentazione ci sarebbero, ma tutto dipende dalla volontà politica».
Fondi da usare per ristrutturazione, manutenzione e adeguamento dei locali; acquisto di macchinari, attrezzature e arredi. Ma anche interventi di efficientamento energetico, installazione di sistemi di sicurezza o abbattimento delle barriere architettoniche. E pure per digitalizzazione, sistemi di commercio elettronico e di consegna a domicilio. Nel caso di nuove attività di commercio di prossimità il contributo a fondo perduto dovrebbe poter essere usato anche per l’avvio dell’attività, per spese di marketing e promozione. «Nella nostra idea – sottolinea Venezia – una quota delle risorse dovrebbe essere riservata a nuove iniziative promosse da under 35 e donne».
L’esercizio commerciale multifunzionale
Inoltre, la Regione dovrebbe incentivare «la trasformazione degli esercizi di commercio di prossimità in presidi commerciali multifunzionali. In particolare – si legge nel ddl – nei comuni dove la riduzione della rete commerciale determini una carenza di servizi essenziali». Gli esercizi multifunzionali, infatti, dovrebbero integrare l’attività commerciale con servizi rivolti alla popolazione. Dalla consegna a domicilio di beni di prima necessità al ritiro di pacchi, da servizi di prenotazione e pagamento digitali alla distribuzione di prodotti locali, fino a promozione turistica e culturale del territorio.
Contrastare la desertificazione commerciale
L’obiettivo dichiarato del ddl è «contrastare la desertificazione commerciale e la progressiva riduzione dei servizi essenziali nei territori delle aree interne, rafforzando la capacità attrattiva dei piccoli comuni». Per farlo, nel disegno di legge è stata prevista anche l’istituzione della Rete regionale del commercio di prossimità delle aree interne della Sicilia. «Uno strumento di coordinamento e promozione delle imprese – spiega Venezia -. Tramite iniziative di comunicazione, piattaforme digitali, forme di marketing territoriale e accordi con operatori turistici».