Lavori sulle strade al centro delle notizie – e di un’ordinanza ciascuno – a Trapani e Mazara del Vallo. In quest’ultimo Comune, il sindaco Salvatore Quinci ha deciso di usare il pugno di ferro contro le ditte che eseguono i lavori di scavo dei piani stradali per fibra ottica, luce e gas. «Chi rompe, paga», […]
Lavori sulle strade: a Trapani e Mazara ordinanza «Chi rompe, paga» per le ditte che scavano
Lavori sulle strade al centro delle notizie – e di un’ordinanza ciascuno – a Trapani e Mazara del Vallo. In quest’ultimo Comune, il sindaco Salvatore Quinci ha deciso di usare il pugno di ferro contro le ditte che eseguono i lavori di scavo dei piani stradali per fibra ottica, luce e gas. «Chi rompe, paga», è il senso dell’ordinanza sindacale emessa. «Perché troppo spesso sistemano con un rattoppo e poi spariscono – spiega il primo cittadino – e il problema rimane in capo ai cittadini. Abbiamo fatto diffide, solleciti, richiami ed è stato tutto inutile. Adesso basta: se qualcuno vorrà fare dei lavori in città, dovrà prima ripristinare perfettamente tutto quello che ha rotto prima. E il Comune controllerà che i lavori vengano fatti a regola d’arte». E non solo. Quinci è andato oltre: «Stiamo valutando di chiedere il danno d’immagine per tutto questo scempio».
L’esempio che arriva da Trapani
Anche a Trapani, lo scorso mese, il sindaco Giacomo Tranchida ha emanato una ordinanza che prevede il divieto assoluto di utilizzo di macchine scavatrici del tipo catenaria o ruota dentata per l’esecuzione di scavi e posa di infrastrutture nel territorio comunale. L’ordinanza è stata adottata a seguito dei frequenti danneggiamenti alle condotte idriche e fognarie, causati da queste tecnologie di scavo. Che avrebbero generato perdite idriche e danni economici rilevanti, rischi di contaminazione tra acque potabili e reflue e potenziali criticità igienico-sanitarie per la popolazione.
Gli obblighi e le conseguenze per le ditte
A Trapani, così, si è introdotto l’obbligo per le ditte esecutrici di adottare metodologie alternative e tradizionali, con una preventiva individuazione delle condotte con indagini georadar o saggi manuali. Tra le conseguenze del non rispetto dell’ordinanza sono previste per le ditte colpevoli la sospensione immediata dei lavori, la revoca dell’autorizzazione al taglio stradale, il ripristino dei luoghi a spese del trasgressore. E ancora una sanzione amministrativa da 250 a 500 euro, oltre all’ eventuale risarcimento dei danni arrecati a infrastrutture pubbliche e private.
I controlli qualità del modello Genova
Due approcci differenti a due problemi correlati. Nella speranza che possano fare da deterrente per un disagio che interessa giornalmente i cittadini alle prese con buche sulle strade e lavori fatti in maniera poco qualificata. Una questione che interessa i Comuni anche fuori dalla Sicilia. A Genova, ad esempio , la sindaca Silvia Salis ha istituito una apposita task force per controllare gli standard qualitativi dei cantieri stradali. Individuando, già nella fase sperimentale dell’iniziativa, irregolarità in moltissimi siti monitorati. Un’iniziativa che potrebbe essere adottata anche per controllare che i lavori stradali non causino dopo disagi e problemi.