Saranno di nuovo a pagamento i pasti di chi assiste i pazienti all’ospedale dei Bambini di Palermo, per un progressivo definanziamento del servizio da parte dell’Arnas Civico, che sta operando una razionalizzazione delle risorse. La copertura dei fondi per questa prestazione nasceva nel periodo della pandemia da Covid-19, a causa di necessità igienico-sanitarie e della […]
L'esterno dell'ospedale dei Bambini G. Di Cristina. Foto Mnico
Palermo, addio ai pasti gratis per i genitori all’Ospedale dei Bambini: si pagherà fino a 6 euro
Saranno di nuovo a pagamento i pasti di chi assiste i pazienti all’ospedale dei Bambini di Palermo, per un progressivo definanziamento del servizio da parte dell’Arnas Civico, che sta operando una razionalizzazione delle risorse. La copertura dei fondi per questa prestazione nasceva nel periodo della pandemia da Covid-19, a causa di necessità igienico-sanitarie e della chiusura generale delle attività. Rendendo impossibile, per i genitori dei piccoli ricoverati, costretti all’assistenza dei parenti, uscire dalla struttura e andare a comprare qualcosa da mangiare. Adesso, a tre anni e mezzo dalla fine della pandemia, il prezzo di un pasto – colazione, pranzo o cena – salirà progressivamente fino a costare sei euro. Con una spesa complessiva che può arrivare fino a 18 euro al giorno.
Le prenotazioni via app per i caregiver e le modifiche
Nello specifico, parliamo del servizio ristoro degenti che viene esteso anche agli accompagnatori che lo richiedono. Nel momento in cui arrivano i pasti per i bimbi, dunque, arrivano anche quelli che i genitori hanno ordinato tramite l’apposita app My Lunch. Applicazione collegata alla ditta esterna che ha in appalto la fornitura. «Durante il periodo Covid, il servizio di ristorazione per i caregiver era gratuito, poi avevano fissato il prezzo di un euro a pasto che andava bene per tutti – racconta a MeridioNews Antonella, mamma di un bimbo ricoverato al Di Cristina -. Dal mese scorso, però, ho cominciato a pagare due euro e ottanta per il pranzo e tre euro e cinquanta per la cena. E ci hanno detto, inoltre, che il costo aumenterà ancora. Un dispendio enorme per noi, considerato che qui i bimbi restano ricoverati in media dai 20 ai 30 giorni, e noi genitori con loro».
I pasti ai genitori garantiti solo a Bolzano
Eppure, purtroppo, non c’è alcuna legge nazionale né regionale che garantisca i pasti gratuiti o calmierati agli accompagnatori dei bimbi. Sebbene la Sicilia abbia di recente approvato una norma per il riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare, la legge concentra per lo più su programmazione dei servizi sociali, integrazione socio-sanitaria e sussidi economici (come il periodico Bonus Caregiver). Ma non si prevede un diritto generalizzato e automatico al servizio mensa gratuito durante il ricovero di un parente. C’è solo un esempio del genere in Italia: un provvedimento della provincia autonoma di Bolzano, che garantisce il vitto gratuito per gli accompagnatori di minori sotto i 15 anni.
Il contenimento dei costi dell’azienda sanitaria
A livello nazionale e regionale, i criteri che regolano l’assistenza ai minori in ospedale fanno riferimento alla Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale recepita da vari protocolli sanitari. Questa prevede che le strutture debbano offrire facilitazioni agli accompagnatori, come i pasti a prezzo calmierato, ma non si accenna alla gratuità del servizio. «Nell’ottica di un piano di ottimizzazione delle risorse economiche, l’Arnas Civico di Palermo ha dovuto avviare una rimodulazione per azzerare la quota dei pasti dei caregiver a carico dell’amministrazione», fa sapere a MeridioNews la direzione della struttura sanitaria. Precisando che, in una prima fase, pur a pandemia conclusa, il proseguimento del servizio è stato autorizzato per effetto di una decisione della direzione strategica dell’epoca. Con scadenza a dicembre 2025, ma comunque proseguita con l’azienda sanitaria a coprire la maggior parte dei costi e un prezzo simbolico per i caregiver.
Il nuovo prezzo dei pasti
Prezzo che, adesso, passa a carico degli accompagnatori, «non essendo previsto alcun obbligo di legge in tal senso», continuano dalla direzione. E, ovviamente, in base agli accordi contrattuali con la ditta che gestisce il servizio esterno. La quale prevede di arrivare a un costo di sei euro per ogni pasto: dalla colazione alla cena, senza distinzioni, come invece succede adesso. «Si tratta comunque di cibo per i degenti, pasti da ospedale insomma, di cui usufruiamo anche noi genitori, ma a prezzi di gastronomia – conclude mamma Antonella -. Per questo troviamo che il costo di sei euro a pasto resti comunque eccessivo».