Trasporto pubblico, sì del consiglio all’Amt L’opposizione: «Azienda fallimentare»

Sembra infinita la storia della votazione in consiglio comunale sul trasporto pubblico locale e la conseguente approvazione del contratto di affidamento provvisorio per l’esercizio nel 2012 all’Azienda metropolitana trasporti, la società privata nata dalle ceneri dell’ex municipalizzata Amt. Ieri sera si è arrivati all’approvazione dopo una serie di lunghe sedute, in particolare quella di martedì scorso in cui si è esaurito il dibattito. Tra favorevoli e contrari, il consiglio del 17 sera è stato caratterizzato da un continuo via vai dei consiglieri e al momento della votazione, dopo la mezzanotte, è mancato il numero legale. Così è stata convocata un’ulterore seduta ieri. Quella definitiva.

Con la definizione del contratto, infatti, l’azienda potrà avviare il piano industriale che, secondo accordi pregressi con il sindaco Raffaele Stancanelli, dovrebbe prevedere nuove assunzioni. Gli aspiranti lavoratori sono completamente affidati alle promesse del presidente Roberto Sanfilippo, comunque, perché nel contratto non si parla di ampliare l’organico. «Siamo in graduatoria e Sanfilippo ci ha garantito che con l’approvazione del contratto si dovrebbero sbloccare nuove possibilità per noi, speriamo bene» affermano Salvo Scalia e Concetto Salvo Motta. Un contratto che si aspettava da tanto tempo e che rappresenta in qualche modo l’atto finale della trasformazione dell’Azienda municipale trasporti in Spa e quindi in Azienda metropolitana trasporti. «Un passaggio voluto  dalla legge» come afferma l’assessore Roberto Bonaccorsi, ma che non ha mancato di scatenare molte polemiche, soprattutto per il ritardo con cui il contratto è arrivato in discussione in Consiglio.

«Non è giustificabile questa tempistica – afferma Francesco Navarria di Scelta Giovane – per questi ritardi si sono già persi sette milioni di euro». La nuova azienda è una Spa e come tale dovrà muoversi nel mercato, ma il suo azionista di maggioranza rimane pur sempre il comune di Catania che dovrà versare un totale di 26 milioni di euro nella casse dell’azienda e secondo la legge regionale n.19/2005 dovrà istituire appositi capitoli di bilancio vincolati al pagamento del contratto di affidamento provvisiorio. Anche la Regione siciliana metterà dei soldi per finanziare il progetto, circa 35 milioni di euro, ma queste somme poetrebbero subire una diminuzione del 20% nell’ambito di una complessiva riduzione della disponibilità finanziaria da destinare al trasporto pubblico locale.

Un’azienda fallimentare per capacità di servizio e di progettualità secondo l’opposizione. Per nulla competitiva, con mille problemi e poco trasparente. «Non sappiamo nulla sulla progettualità, se ci saranno nuove assunzioni, se verranno comperati i 50 nuovi autobus segnati nel bilancio previsionale 2011 e intanto la gente si lamenta, vengono percorsi sempre meno chilometri, i soldi che diamo all’azienda aumentano e ogni anno vengono spesi 770 mila euro per l’affitto dei locali per gli uffici e un milione e trecento mila euro per interessi passivi» afferma Saro D’Agata del Pd.

Ma i problemi dell’Azienda metropolitana trasporti e del suo azionista di maggioranza sembrano non finire mai. «Il Comune ha un conflitto di interessi per le aziende Sostare e Amt» afferma Manfredi Zammataro de La Destra che spiega che, le aziende hanno obiettivi opposti. «Una vuole che si usino le auto, l’altra il servizio pubblico e troppe auto, inevitabilmente, bloccano gli autobus rendendo il servizio ancora peggiore di quello che già è». Dichiarazioni strumentali, quelle dell’opposizione secondo Carmencita Santagati del Pdl. «Vero è che il servizio va migliorato, ma dov’era in passato chi si lamenta?» si chiede.

[Foto di Matthew Boyle]


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