Pedopornografia online, tre arresti e 14 indagati Contestato il reato di associazione per delinquere

Tre arresti in flagranza, 14 indagati e oltre un milione di immagini e video. Disposta anche la contestazione del reato di associazione per delinquere. È il bilancio di un’operazione della polizia postale di Catania, dal nome Cloud. Gli agenti hanno individuato un gruppo che avrebbe divulgato e distribuito in Rete materiale pedopornografico

Le indagini, partite lo scorso anno e coordinate dalla procura distrettuale etnea, hanno portato a identificare i componenti di un gruppo chiuso, non accessibile a chi non era in possesso delle autorizzazioni. Al suo interno i componenti avrebbero scambiato tra loro immagini e filmati, ma anche messaggi a commento. Gli utenti avrebbero inserito il materiale sul cloud, «senza lasciare alcuna traccia su personal computer o smartphone», spiegano le forze dell’ordine attraverso una nota. Foto e video «molti di quali di contenuto particolarmente raccapricciante». 

Gli agenti della polizia postale hanno agito sotto copertura per potersi infiltrare all’interno della community. Un ingresso consentito solo dopo il superamento di una serie di tappe, «dopo aver dimostrato un effettivo interesse al materiale illecito e una effettiva disponibilità di materiale da offrire in cambio di altro materiale». 

Le perquisizioni sono state effettuate a Milano, Cremona, Ascoli Piceno, Varese, Salerno, Napoli, Nuoro, Rieti e Treviso. Dal lavoro della polizia postale sono emersi anche numerosi contatti con altre persone di diverse nazionalità: Francia, Regno Unito, Islanda, Polonia, ma anche Brasile e Marocco. 

I tre arrestati sono un libero professionista di Napoli «trovato in possesso di circa 1500 video di pornografia minorile», un dipendente pubblico milanese che aveva 110mila immagini e 1700 video e un 51enne di Salerno con oltre duemila video in archivio. «Le perquisizioni hanno dato esito positivo anche per gli altri indagati – chiariscono i responsabili della postale – anche in tal caso importando il sequestro di ulteriore materiale illecito». La stima di un milione tra fotografie e filmati, sottolineano le forze dell’ordine, è purtroppo in difetto. 


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