Il calvario di una famiglia che è rimasta senza casa A Bronte immobile non abitabile dopo sversamenti

Da quasi due anni obbligati a vivere lontano dalla propria casa perché fatta evacuare e dichiarata inabitabile. Un calvario che, almeno per il momento, non sembra trovare sbocchi per una famiglia di Bronte, tanto che oggi Antonino, 45 anni, ha minacciato di farla finita buttandosi dal balcone. Alla fine l’allarme è rientrato ma per capire cosa c’è dietro la sua protesta bisogna andare indietro fino al 18 marzo del 2018. «In un terreno confinante al nostro nei pressi della stazione – racconta la moglie Angelica a MeridioNews– una ditta privata, impegnata in dei lavori, aveva posizionato un grosso serbatoio. Per tre giorni abbiamo sentito una forte puzza senza però capire l’origine. Così fino al 18 marzo. Giorno in cui mi sono sentita male. Dopo essere andata al Pronto soccorso abbiamo chiamato i vigili del fuoco di Maletto».

Proprio l’intervento dei pompieri risulta determinante per capire l’origine del fetore. Riconducibile a uno sversamento di idrocarburi dal serbatoio posizionato dalla Ventura costruzioni ferroviarie. Verificata la perdita da Catania, con la presenza dei carabinieri di Randazzo, sul posto arriva anche il reparto dei vigili del fuoco Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e radioattivo). «Hanno fatto altri accertamenti e ci hanno imposto di evacuare l’abitazione», continua Angelica. Poco dopo scatta anche un provvedimento del sindaco di Bronte, Graziano Calanna, che dichiara inabitabile quella casa per le pesanti infiltrazioni che renderebbero necessaria una bonifica. Di fatto la coppia, insieme ai due figli uno dei quali all’epoca di appena dieci mesi, è costretta a fare le valige e appoggiarsi da alcuni parenti.

Una soluzione temporanea anche perché, dopo tanto pressing, la famiglia riceve in affitto dalla Ventura costruzioni una nuova abitazione. «La ditta privata ci ha fornito la casa facendosi carico di pagare l’affitto», continua Angelica. Tutto fila liscio o quasi, anche perché sulla vicenda c’è un’inchiesta della procura di Catania in corso per accertare eventuali reati ambientali. «Scaduto il contratto d’affitto a ottobre 2019, ancora a oggi non lo ha rinnovarlo per cui saremo costretti a cambiare casa o a restare ma facendoci carico delle spese».

Oggi il momento di massima tensione con Antonino che ha minacciato di farla finita. A farlo desistere il risolutivo intervento del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Cunsolocomandante della stazione di Bronte. Dopo una trattativa durata diversi minuti e l’intervento di vigili del fuoco e ambulanze. Cosa ne sarà del futuro di questa famiglia non è ancora chiaro anche se di certo c’è che l’unico sogno è quello di ritornare nella loro casa in via Etna.


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