Criticò la IV sezione del tribunale dopo l’assoluzione di Mori Il Csm non archivia l’inchiesta disciplinare sul pm Teresi

Aveva dato un “4 meno” al collegio della quarta sezione del tribunale di palermo, presieduto da Mario Fontana, a latere Wilma Mazzara e Annalisa Tesoriere. Un voto insufficiente per una sentenza, quella di assoluzione, del generale del Ros Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, affibbiato dopo il deposito delle motivazioni. 

Era seguita, nel febbraio del 2004, l’azione disciplinare nei confronti del magistrato, accusato di aver  “tenuto un comportamento gravemente scorretto”.

La sezione disciplinare del Csm ha deciso adesso di non archiviare l’inchiesta disciplinare sul procuratore aggiunto di Palermo respingendo quindi la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura generale della Cassazione. Teresi adesso dovrà difendersi davanti alla sezione competente nei giudizi di tipo deontologico, 

Mori è imputato, assieme al colonnello Obinu, di favoreggiamento aggravato dall’agevolazione di Cosa nostra. I due ufficiali erano e sono accusati (il dibattimento è in corso adesso in appello) di avere agevolato la fuga del boss Bernardo Provenzano da Mezzojuso (Palermo), il 31 ottobre 1995. Nell’ottobre 2013, a sentenza depositata, Teresi, oggi coordinatore del pool che rappresenta l’accusa al processo sulla trattativa Stato-mafia, criticò la quarta sezione del tribunale, dandole un voto insufficiente, per essere “andata fuori tema”. Il collegio giudicante si sarebbe dedicato infatti al tema della trattativa Stato-mafia (demolendola), che, secondo il procuratore Teresi –  non avrebbe fatto parte del contesto processuale, se non come movente. Proprio l’accusa però aveva battuto a lungo sui presunti accordi tra pezzi delle Istituzioni e pezzi di Cosa nostra, riversandoli nel dibattimento contro Mori, materiale oggi in discussione in corte d’assise, nel processo in cui lo stesso Mori è pure imputato. A far avviare l’azione disciplinare, che il Pg della Cassazione avrebbe voluto archiviare, era stata una relazione del procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato che in appello sta attualmente seguendo il processo Mori giunto alle sue fasi finali.


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