Coronavirus, il sindaco di Bagheria annuncia un nuovo caso «Niente a che vedere con la persona contagiata giorni fa»

Periodo di fuoco per tutti i sindaci, che mai come adesso stanno vivendo sulla propria pelle la responsabilità dell’essere la prima autorità sanitaria del loro Comune. Durante una diretta facebook, mezzo usato sempre più di frequente per comunicare con la cittadinanza, Filippo Tripoli, primo cittadino di Bagheria, ha dovuto persino dare l’annuncio di un nuovo caso di positività al Covid-19 per un cittadino bagherese. 

«Purtroppo però c’è un’altra novità – dice – a Bagheria è stato riscontrato un nuovo caso, che non ha niente a che vedere con la persona contagiata qualche giorno fa. Il cittadino è già al Cervello, è sotto controllo, non aveva febbre, ma ha avvisato difficoltà respiratorie ed è in ospedale». Buone notizie invece per il primo contagiato bagherese, sempre a detta di Tripoli «sta meglio, la febbre si è abbassata, è stazionario, ha qualche difficoltà ancora a respirare ma sta molto meglio. Ovviamente tutti i familiari e tutte le persone che sono state in contatto con lui sono monitorate, anche se ancora non abbiamo le risposte».

«È stato attivato il protocollo – continua Tripoli – così come previsto e si sta tenendo sotto controllo la situazione. È giusto che comunichi che a Bagheria non ci sarà presenza dell’esercito: si stanno privilegiando stazioni ferroviarie, aeroporti, punti strategici dei capoluoghi di provincia. Noi stiamo svolgendo il tutto con la polizia municipale in sinergia con le forze dell’ordine e da oggi anche con il corpo forestale». La cittadina è stata divisa in sei aree per consentire meglio alla Muncipale di distribuire le forze ed essere più efficace nei controlli. 

Il sindaco ha anche detto di aver preparato una nota da inviare al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e a quello della Regione, Nello Musumeci, per segnalare la criticità della situazione che coinvolge le famiglie meno abbienti. «È indispensabile attivare misure di sostegno verso questi cittadini che stanno vivendo un momento di forte difficoltà. Il Comune non ne ha la forza, anche se stiamo cercando di fare il possibile insieme alla Caritas, ma da soli non ce la facciamo, quindi serve l’intervento dei governi». 


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