Attacchi terroristici, Palermo abbraccia Parigi In centinaia in piazza per esprimere solidarietà

«Noi non abbiamo paura». Centinaia di persone sono scese in piazza a Palermo all’ombra di un Teatro Massimo illuminato con i colori della bandiera della Francia per fare sentire la propria vicinanza a Parigi dopo i sanguinosi fatti di ieri. Persone di diverse età, estrazioni sociali, colori politici, etnie e fedi. Tra loro c’è chi porta un fiore, chi sventola una bandiera col tricolore francese, chi semplicemente osserva in silenzio. Il gonfalone del Comune di Palermo, sorretto da due agenti della polizia municipale, quasi si perde tra la folla, mentre le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil sono presenti con uno striscione che recita «Solidarietà al popolo francese».

«Non dobbiamo illuderci che quello di Parigi sia l’ultimo episodio del genere – dice il vicesindaco Emilio Arcuri – Non dobbiamo però cadere nell’errore di consentire che il terrore e il seme del razzismo entrino nelle nostre città. Vigilare per arginare la piaga del terrorismo è compito di tutti, a cominciare dai sindaci e dalle amministrazioni regionali». Tra i partecipanti alla manifestazione anche molti rappresentanti del mondo musulmano, tra cui l’Imam di Palermo e del mondo cattolico. Le loro parole sono solo di condanna nei confronti di chi celandosi dietro l’alibi della religione ha compiuto gli atti terroristici di Parigi e il loro appello è quasi una preghiera, chiedono che l’Islam non venga confuso con il terrorismo. «L’Islam è innocente – dice Adham Darawsha, presidente della Consulta delle culture – Questa gente ha ammazzato centinaia di migliaia di musulmani in Siria, in Iraq, in Algeria, già dagli anni ’90. Noi non c’entriamo con questi terroristi. Questi criminali possono anche procurarci del dolore, ma non devono farci alzare i muri, non devono farci alzare recinzioni, non devono farci chiudere dentro un castello. Da Palermo nasce un grido che deve nascere in qualsiasi altra città: non abbiamo paura».

Presenti anche molti rappresentanti delle istituzioni. «Difficile trovare le parole per testimoniare la rabbia e il dolore che in questo momento riguardano tutti noi sapendo che questo attentato colpisce al cuore la nostra civiltà e la società europea prima di tutto. Bisogna tenere alta l’attenzione su quello che sta accadendo, senza farci sopraffare dalla paura, ma bisogna reagire con forza e difendendo i nostri principi democratici» spiega Erasmo Palazzotto, vicepresidente della commissione Affari esteri della Camera dei Deputati e a fargli eco sono le parole del suo omologo al Senato, Peppe De Cristofaro. «Penso che si debba lavorare molto sulla prevenzione e sul rafforzamento delle forze d’intelligence – aggiunge il senatore – Noi siamo disponibili a fare la nostra parte, questo è il tempo dell’unità delle forze democratiche, senza farsi prendere dall’isteria, ma è necessario serrare le fila dello Stato democratico di fronte a questo pericolo molto serio». 


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