Asili nido, respinta la revoca del bando Una lavoratrice: «Mi incatenerò ai cancelli»

«Il bando di gara è a un punto in cui non può essere né revocata né sospesa e anzi ne stiamo già aprendo le buste». Con queste parole il neo assessore ai Servizi sociali Angelo Villari chiude la questione relativa al documento con il quale viene ridimensionato il servizio degli asili nido. E che decreta, tra l’altro, l’esubero di circa 50 lavoratrici ausiliarie a partire da giorno 1 febbraio. Ma Marco Consoli, vicario del sindaco Enzo Bianco, precisa che l’assegnazione del servizio tramite il bando di gara – in cui «non ci sono profili di illegittimità» – coprirà solo quattro mesi di servizio, ai quali si aggiunge una possibilità di rinnovo per altri quattro. E afferma: «Dall’indomani dell’assegnazione delle attività l’amministrazione chiederà un tavolo tecnico con i sindacati e i rappresentanti delle associazioni che vorranno partecipare, per continuare sulla strada della comunicazione». L’obiettivo della proposta si inserirebbe nelle volontà di mantenere i livelli occupazionali e la qualità del servizio. «Proveremo ad aggiungere, all’interno del regolamento di riferimento, una clausola di salvaguardia – continua Consoli – Ovvero una sorta di diritto di prelazione per coloro che hanno già lavorato nelle cooperative interessate. Ma al momento non possiamo fare promesse». 

Alle false speranze di revoca del bando delle polemiche, alimentate nei giorni precedenti, si appellano le ausiliare degli asili nido. Che affermano: «Noi non ci arrendiamo, continueremo a lottare per difendere il nostro lavoro». Ma anche il movimento Catania bene comune. Il leader del gruppo Matteo Iannitti parla di «passaggio drammatico nella vita di questa città», non solo dal punto di vista occupazionale. A destare le preoccupazioni di Iannitti è soprattutto la qualità degli asili nido – che avranno a disposizione meno personale -, e la loro sicurezza. Un danno che andrebbe a colpire tutte le famiglie dei bambini iscritti alle strutture educative. E sull’amministrazione afferma: «È stata sorda alle richieste dei consiglieri comunali, delle associazioni sindacali confederate, delle lavoratrici delle cooperative e prendiamo atto che il primo gesto di Villari da assessore è quello di licenziare 50 persone». Quindi aggiunge: «Stiamo parlando della stessa persona che fino a qualche mese fa era il segretario generale della Cgil etnea».

E mentre il vicesindaco raccomanda calma e pazienza, la lavoratrice Pina Catania attacca: «Mi incatenerò ai cancelli del mio posto di lavoro, non farò entrare nessuno usando qualunque mezzo a mia disposizione». E, insieme alle colleghe, aggiunge che chiederà un tavolo tecnico in prefettura e tenterà ogni via legale. «Le accompagneremo in ogni passo di questa battaglia perché è assurdo che nella città di Catania i licenziamenti non vengano effettuati da un’azienda multinazionale ma dal Comune», conclude Iannitti.


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