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Poggioreale, il paese fantasma che sarà recintato
La Regione vuole farne «un laboratorio all'aperto»

Case diroccate, balconi pericolanti, porte aperte, il teatro squarciato e la scuola con dentro ancora gli arredi. Davanti al cancello, un cartello vieta l'ingresso in quello che prima del terremoto del 1968 era un borgo, ma i visitatori non mancano. Guarda le foto

Marta Silvestre

Foto di: Marta Silvestre

Foto di: Marta Silvestre

«Una recinzione che si estenderà per circa due chilometri lungo tutto il perimetro dell’antico centro abitato». L'ultima novità sui ruderi di Poggioreale è il primo passo concreto degli interventi per metterli in sicurezza e valorizzarli. Una «valorizzazione» che per la Regione passa per l’intenzione di volerne fare un campo di esercitazione a disposizione della protezione civile, delle forze armate e dei vigili del fuoco e di «trasformarla in un laboratorio all’aperto rivolto agli studiosi di sismologia, alle università, agli istituti tecnici, con una forte impronta didattica». Case diroccate, balconi pericolanti, porte e finestre aperte, muri su cui le piante sono cresciute a dismisura, il teatro squarciato e la scuola con dentro ancora alcuni arredi e altre stanze usate per conservare decori in marmo. L'unica cosa integra e in piedi nel paese fantasma del Trapanese è una statua al centro della piazza. Ma quella è stata costruita dopo il devastante terremoto del Belice del 1968

Davanti al cancello di ferro chiuso all'inizio del viale principale, c'è un cartello del Comune che comunica il divieto di accedere in quello che un tempo era un piccolo borgo abitato. Eppure, tra i ruderi i visitatori non mancano. I più impavidi entrano anche dentro alcune delle strutture pericolanti. A destra e sinistra dell'inferriata, in effetti, le possibilità di accesso non mancano e non sono nemmeno impervie. Intanto, tutti gli enti interessati (protezione civile regionale, soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Trapani, il sindaco di Poggioreale Girolamo Cangelosi e il responsabile della protezione civile comunale) hanno effettuato un sopralluogo per definire i dettagli del primo intervento per mettere in sicurezza e valorizzare i ruderi. Alla fine, è arrivata la decisione di «realizzare la recinzione del perimetro con paletti in legno di castagno alti circa tre metri e una rete zincata - si legge in una nota della Regione - Considerato anche il vincolo paesaggistico che insiste sull'area».  

Per le prossime settimane, è già in programma un nuovo sopralluogo della protezione civile regionale insieme all’ufficio tecnico del Comune di Poggioreale per «rilevamenti e misurazioni di dettaglio con l’obiettivo di progettare l’intervento in maniera puntuale ed esecutiva dal momento che l’area presenta alcuni tratti impervi ed è necessaria un’adeguata cura e manutenzione». Intanto, parallelamente, si dovrebbe procedere pure con il censimento delle costruzioni da mettere in sicurezza «in modo da stabilire la tipologia degli interventi all’interno dell’area che, nel corso degli anni - sottolineano dalla Regione - è stata anche oggetto di furti ed episodi di vandalismo». 

Sulla carta, tra gli obiettivi della convenzione tra la Regione Siciliana e il Comune di Poggioreale, non c'è solo quello «prioritario di tutelare e valorizzare i ruderi come testimonianza storica ma anche di metterli a disposizione di tutti, esperti e non». Un'impresa in cui, da anni, sono impegnati gli attivisti dell'associazione Poggioreale antica - che hanno anche realizzato una mappa 3d in cui mostrano com'era il paese prima del sisma - che adesso non condividono l'intenzione di trasformare l'area in un campo di esercitazione perché «cancella la memoria». 

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