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Pantelleria, ancora dubbi sulle rocce del cantiere
Incongruenze sulla data di una mail inviata ad Arpa

Nel luogo in cui sono stati riposti i materiali provenienti da cala Gadir, è comparso un avviso che individua l'area come deposito. Sul foglio viene riportata una data diversa da quella in cui la scelta è stata comunicata all'agenzia regionale. Ma non è l'unica criticità

Simone Olivelli

Un foglio con l'intestazione del Commissario straordinario per il rischio idrogeologico per annunciare l'individuazione di un deposito intermedio di sottoprodotti. Parte da questo avviso il nuovo capitolo della storia che ruota sui lavori di messa in sicurezza a Pantelleria che, nei mesi scorsi, hanno attirato l'attenzione non solo dei residenti ma anche della politica e degli organi inquirenti. L'ultima polemica riguarda la gestione delle rocce da scavo del cantiere di cala Gadir, le stesse che sono state frantumate grazie all'utilizzo di dinamite, nonostante il progetto non ne prevedesse l'uso.

MeridioNews ad aprile aveva già affrontato la questione, raccogliendo rassicurazioni del direttore dei lavori, che aveva spiegato come il mancato conferimento in discarica delle rocce era dovuto alla volontà di reimpiegare i materiali in cantiere e che tutto sarebbe stato gestito nel rispetto della norma. Il mese successivo, però, erano stati i carabinieri a fermare un camion carico di rocce, sospettando una gestione non conforme. In quella circostanza era stata appurata anche l'esistenza di un'area, vicino ai serbatoi comunali, in cui le ditte che operano nel cantiere avevano concentrato le rocce. 

Qualche settimana dopo invece è comparso l'avviso che, sulla carta, riporta tutto alla normalità. Sul foglio viene specificato che il luogo è stato individuato come deposito temporaneo così come previsto dalla legge, nello specifico il Dpr 120/2017. Tuttavia, a prima vista, il documento sembrerebbe riportare alcune inesattezze. Da una parte si fa riferimento all'articolo 183, comma 1, lettera gg del codice dell'ambiente che rimanda al tema delle emissioni in atmosfera (l'articolo che tratta le rocce da scavo è il 186), dall'altra viene citato l'11 maggio come la data in cui l'individuazione del deposito è stato comunicato all'Arpa, l'agenza regionale che si occupa di protezione ambientale.

Stando a quanto appreso da MeridioNews, quel giorno nessuna mail è stata recapitata all'Arpa. La comunicazione sarebbe arrivata, invece, il 14 maggio e non all'indirizzo di posta certificata di Arpa, bensì a quello di uno dei funzionari. Inoltre, alcune perplessità sarebbero sorte nel momento in cui si è appurato che le rocce erano state già in parte abbancate. L'articolo 21 del Dpr 120/2017 - lo stesso che viene citato nell'avviso - prevede, infatti, che la dichiarazione con cui si attestano le condizioni di utilizzo delle rocce per i cantieri di piccole dimensioni venga inviata all'Arpa «almeno 15 giorni prima dell'inizio dei lavori di scavo». Adesso, a chiarire le tempistiche dell'interlocuzione tra le ditte Gheller, Fox e Sofia costruzioni e l'Arpa potrebbe essere la procura di Marsala che, ormai da mesi, indaga sui lavori a Pantelleria.

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