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Ragusa, parte civile madre del neonato abbandonato
Il padre è stato sottoposto a una perizia psichiatrica

La donna, che resta ancora indagata, ha chiesto di poter riavere il figlio che, nel frattempo, è stato affidato a una famiglia siciliana che vive fuori dalla provincia iblea. La consulenza sull'uomo dovrà stabilire se era in grado di intendere e di volere

Marta Silvestre

È stata ammessa la costituzione di parte civile della mamma del neonato Vittorio Fortunato, il neonato che lo scorso 4 novembre era stato trovato in un cassonetto in via Saragat a Ragusa, nel procedimento in cui è indagato il padre del bambino, un macellaio di 59 anni che aveva inscenato l'abbandono e il successivo ritrovamento del bimbo. L'uomo ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Andrea Reale il rito abbreviato condizionato all'audizione di un consulente di parte, lo psichiatra Maurizio Settinieri.

«Ho fatto eseguire una consulenza psichiatrica di parte - spiega a MeridioNews l'avvocato Michele Sbezzi che difende il commerciante - per stabilire se il mio assistito, in quel momento, fosse preda dello stress e abbia avuto reazioni inconsulte». Una consulenza che servirà a stabilire se l'uomo, in quel momento, fosse capace di intendere e di volere. L'udienza è stata fissata per il prossimo 11 novembre. L'uomo, che dopo oltre un mese di arresti domiciliari è tornato libero lo scorso gennaio, era stato chiamato dalla ex compagna (con cui ha già una figlia che adesso ha tre anni) che gli chiedeva aiuto. «Quando è arrivato nella sua casa di Modica, ha trovato una stanza piena di sangue e un neonato in braccio alla donna - ricostruisce il legale - Solo a quel punto, ha saputo di essere il padre».

Stando a quanto emerso finora, la donna non avrebbe raccontato a nessuno di quella gravidanza, nemmeno ai familiari più stretti. La madre del bambino resta ancora indagata per concorso in abbandono di minore: il pubblico ministero aveva chiesto l'archiviazione, ma la tutrice del bambino si è opposta e sarà il gip a decidere entro la fine del mese. Intanto, la donna ha chiesto di potere riavere il figlio che, nel frattempo, è stato affidato a una famiglia siciliana che vive fuori dalla provincia iblea. Una prima istanza di revoca del provvedimento di adottabilità del piccolo è già stata respinta dal tribunale per i minorenni di Catania

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