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Lavoro, i timori dei dipendenti dei marchi Ils e Qui Conviene
Allarme della Cgil: «Oltre 400 posti di lavoro sono a rischio»

Le criticità vissute dal gruppo Gicap e la recente decisione di togliere l'affitto del ramo d'azienda alla Like Sicilia hanno creato apprensione nel personale che opera nei supermercati, specialmente in provincia di Messina

Simona Arena

Ci sono 424 i lavoratori che rischiano di restare senza un posto di lavoro. Si tratta dei dipendenti dei supermercati a marchio Ils e Qui Conviene, gestiti dal 2019 dalla società Like Sicilia. Sono lavoratori di 29 punti vendita tra Tusa e Giardini Naxos (comprensivi delle isole Eolie), con supermercati anche a Agrigento (due), Palermo, (uno), e persino in Calabria. Con le loro famiglie creano reddito nel tessuto economico di tutta la regione e che adesso stanno con il fiato sospeso. Il gruppo Gicap della famiglia Capone nel 2019 ha dato in affitto il ramo di azienda che si occupa di questi punti vendita a Like Sicilia, un'azienda della grande distribuzione con sede in Puglia. Ma a due anni dall’avvio della procedura di concordato preventivo presentata dalla Commerciale GiCap s.p.a., e non ancora conclusa, è arrivata la doccia fredda. 

La GiCap ha infatti depositato in tribunale una richiesta di rinvio agli organi della procedura fallimentare, con in aggiunta la proposta della Ergon arl, altra società che si occupa di grande distribuzione, per il cambio d’affitto dei punti vendita, attualmente locati alla Like Sicilia. E il contratto scade il 18 giugno. «Abbiamo chiesto un incontro alla prefettura di Messina perché intervenga sulla vertenza- spiega Giselda Campolo della Filcams Cgil -. Si tratta di una emergenza pubblica che tocca tutta la provincia. La GiCap ha mandato la disdetta del contratto di affitto alla Like Sicilia, attuale conduttore della rete di vendita, per quella data. Mancano dieci giorni e i lavoratori non hanno garanzie, non possono progettare il loro futuro, non sanno se i punti vendita saranno aperti, chiusi o quale sarà la società che continuerà a condurli». 

Oltre 400 famiglie chiedono di avere la necessaria serenità occupazionale che rende il lavoro dignitoso. «Parliamo di un settore, quello della distribuzione alimentare, in cui l’applicazione dei diritti contrattuali e sindacali non è sempre garantita - prosegue - Si devono garantire le migliori condizioni a lavoratori che negli ultimi due anni hanno costruito un percorso sindacale che li ha portati a rivendicare tutti i loro diritti contrattuali, il monte ore contrattuale, i livelli di inquadramento, gli scatti di anzianità. È chiaro che servono dei tempi tecnici ma è necessaria anche la continuità della rete vendita dopo il 18 giugno». 

Giuseppe Bucceri repartista al Qui Conviene di Letojanni conferma il momento particolare. «Noi lavoratori siamo fortemente preoccupati per il nostro futuro. Abbiamo fatto importanti sacrifici economici per la salvaguardia dei nostri posti di lavoro e solo di recente, anche grazie a un’opera di sindacalizzazione dell’intera rete vendita, siamo riusciti a recuperare diritti contrattuali e retributivi in un settore, la distribuzione alimentare, che li riconosce sempre meno. Vogliamo essere ascoltati, vogliamo conoscere il nostro futuro e - conclude - non siamo più disponibili a retrocedere sui nostri diritti».

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