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Le acciughe sott'olio siciliane conquistano Singapore
«Asiatici affascinati dal nostro metodo tradizionale»

Salvatore Castrovinci è l'amministratore unico dell'azienda di Torrenova fondata, 50 anni fa, da suo nonno e dallo zio Giovanni. I prodotti, che sono lavorati in modo tradizionale, da tempo sono noti anche fuori dalla Sicilia. Oggi sbarcano nel mercato orientale

Simona Arena

«La nostra non è solo un’azienda, è una famiglia». E a pensarla così non è solo Salvatore Castrovinci, dal 2014 amministratore unico dell’industria ittica messinese, che da poche settimane ha fatto il suo ingresso a Singapore. Ma anche i 70 dipendenti che lavorano nella ditta creata 50 anni fa dal nonno paterno di Salvatore e dal fratello Giovanni. «La nostra è una storia di famiglia perché abbiamo scelto di investire su un prodotto tipico della nostra terra come le acciughe sott’olio. Un prodotto con un’identità specifica che viene lavorato con metodo tradizionale nel rispetto dei protocolli di sicurezza più all’avanguardia» spiega Castrovinci. «Mio padre Basilio ha cominciato a lavorare nel settore della pesca al fianco di mio nonno e dello zio. Dopo aver terminato gli studi e aver maturato un'esperienza in Australia, ha scelto di tornare qui a Torrenova e fondare l'attuale azienda, dove lavoriamo mio fratello Stefano e io».

Torrenova è un villaggio di pescatori, ai piedi delle montagne dei Nebrodi, che dall’alto gode dell'incantevole vista delle isole Eolie. Nel 1992 lo stabilimento iniziale diventa troppo piccolo per le richieste che arrivano un po' da tutto il mondo. Tutta la ditta si sposta in due capannoni nella zona industriale dove si mantengono gli standard qualitativi della filiera di produzione e confezionamento. «Per far fronte alle richieste di acquisto, compriamo acciughe non solo siciliane, ma anche in Albania e Croazia - prosegue Castrovinci - In azienda si procede poi alla salagione del pesce, alla filettatura e, infine, alla invasatura».

I vasetti di acciughe così prodotti hanno conquistato in questi anni il settore della grande distribuzione, fino ad attirare l’attenzione di catene alimentari internazionali come Lidl che portano le acciughe siciliane nei loro punti vendita in America e in Australia. In Italia sono i supermercati a marchio Eurospin che decidono di acquistare proprio dall’azienda torrenovese e proporre sotto il loro nome le acciughe sott’olio preparate dall’azienda della famiglia Castrovinci. «La scorsa estate è venuto a trovarci in azienda un buyer di Singapore che aveva sentito parlare delle nostre acciughe. È rimasto affascinato dall’abilità delle nostre lavoranti che, con metodo artigianale e rigorosamente a mano, confezionano i filetti di acciughe riponendoli nei vasetti - continua l'imprenditore - Abbiamo chiuso un accordo commerciale per la produzione di due linee: Limited edition e Gourmet. La prima prevede l’impiego di acciughe solo siciliane, mentre l’altra di pesce certificato friend of the sea che acquistiamo in Croazia. Da qualche settimana i nostri vasetti fanno bella mostra nei locali del paese asiatico»

Salvatore Castrovinci, oltre al suo impegno nell'azienda di famiglia, è al secondo mandato come sindaco di Torrenova. «La nostra storia dimostra come investire nell’artigianalità alla fine ripaga sempre. Nel commercio internazionale è un aspetto tenuto in grande considerazione come anche quello del rispetto dell’ambiente - sottolinea - Abbiamo ricevuto tante volte la proposta di trasferire la nostra azienda fuori dalla Sicilia, dall’Italia. C’erano state proposte sedi in Tunisia, Marocco o Albania dove un operaio costa di manodopera tra i 2 e 2,50 euro all’ora. Ma non vogliamo perdere la nostra identità. In questo, la politica dovrebbe puntare maggiormente per la tutela dei prodotti made in Italy e made in Sicily». 

Oltre alle classiche acciughe sott’olio, è possibile assaggiarle aromatizzate al limone, ai capperi, al tartufo nero dei Nebrodi e al peperoncino. La ditta ha attraversato la pandemia senza mai fermarsi, se non quando strettamente previsto dalla legge. «Siamo riusciti ad andare avanti proprio perché non abbiamo mai abbassato il livello qualitativo - conclude Castrovinci - Abbiamo subìto una battuta d’arresto solo per il settore ristorativo che si è fermato per il coronavirus. Per il resto, siamo andati avanti come fanno le grandi famiglie».

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