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Plastic Free, l'esercito dei volontari sull'Isola

Riprendendo una frase cara ad Albert Einstein: «C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica: la volontà». Lo sanno bene, gli attivisti di Plastic Free Sicilia, che tappa dopo tappa, stanno ripulendo la Sicilia

Maria Enza Giannetto

Nata il 29 luglio 2019, per informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare di quella monouso, l’associazione di volontariato, in appena un anno e mezzo, è cresciuta raggiungendo oggi circa 265mila utenti online, di cui 18mila fan della pagina Facebook Plastic Free Sicilia ideata dal referente siciliano Fabio Pipitone, dove convogliano tutti gli eventi e le iniziative avviate dai vari comitati sul territorio isolano. «Siamo ormai tantissimi - spiega - In appena 20 mesi, solo in Sicilia abbiamo raggiunto numeri davvero importanti non solo con 90 referenti sul territorio, ma anche con una serie di eventi di raccolta in tantissimi luoghi della nostra meravigliosa isola». 

Fabio è un trapanese di 29 anni che si è avvicinato al movimento nazionale sin dalla sua nascita per una personale condivisione di intenti. «Io sono un amante del mare, della spiaggia e degli sport acquatici - racconta - Pratico da tanti anni kite surfing e per me il mare e la spiaggia sono un prolungamento della casa. Per questo per me è sempre stato normale raccogliere la plastica lasciata dagli altri che invade il nostro mare e la nostra terra. Se gli atri si rendessero conto che lasciare l'immondizia in spiaggia è come sporcare il salotto di casa, forse, ci penserebbero due volte. Purtroppo, ancora oggi, troppe persone non considerano l’ambiente come bene comune. Ma credo che, passo dopo passo, le cose sono destinate a cambiare. O meglio, devono per forza cambiare».

Anche perché, di Pianeta Terra ne abbiamo uno solo. E, se non si corre subito ai ripari, il rischio è davvero grosso per tutti gli esseri viventi. «L’idea alla base dell’associazione - prosegue Fabio - è che quando uno come me arriva in spiaggia e la vede invasa da plastica, all’inizio può pensare “cosa posso fare io da solo?”. Se poi, però, altri individui facessero la stessa cosa, l’impatto sarebbe sicuramente diverso. E i risultati si vedrebbero».

Ed è proprio a partire da questi principi che oggi l’associazione italiana, con ormai 550 referenti nella penisola e ben quattromila associati, si avvia ad affrontare la sua prima Giornata nazionale del 2021, che si terrà domenica 18 aprile, con decine e decine di appuntamenti di raccolta in tutta Italia e, ovviamente, su tutta l’Isola. «Speriamo davvero che i contagi da Covid non risalgano e che ci permettano di portare avanti l’iniziativa - sottolinea Pipitone - È importante esserci perché con tanti volontari in giro per l’Isola sarà ancora più evidente l’attività che ormai i vari comitati territoriali portano avanti ogni weekend in tutta l’Isola».

Dal Parco dell’Etna a Siracusa, da Trapani ad Aci Castello, passando per Lampedusa, Enna e Giardini, gli appuntamenti sulla pagina Plastic Free Sicilia continuano a crescere: basta iscriversi, scaricare il modulo con le informazioni anti-Covid e tutte le altre info e poi armarsi di guanti o pinza telescopica e tanta voglia di fare. E così i volontari di Plastic Free invaderanno spiagge, campagne e colline per il loro plastic free walking, portando pulizia e decoro dove non ci sono. «È importante esserci - conclude Fabio Pipitone - per raccogliere e per dare un segnale forte. La plastica, in particolare quella monouso, deve scomparire. Bisogna trovare al più presto alternative a questo materiale che sta letteralmente distruggendo il Pianeta. I numeri, che riportiamo anche sul nostro sito, sono allarmanti: oltre 12 milioni di tonnellate di plastica ogni anno finiscono in natura e oltre 100mila mammiferi muoiono ogni anno dopo aver ingerito plastica. Noi stessi ogni settimana mangiamo circa 5 grammi di plastica». 

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