Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Sparatoria Lentini, il giudice conferma il carcere per i killer
Continuano le indagini per ricostruire il movente del delitto

Il 37enne Antonino Milone e il 29enne Shasa Antony Bosco restano in carcere con l'accusa di essere gli autori dell'omicidio del 52enne Sebastiano Greco. Il contenuto dell'acceso diverbio avvenuto davanti al panificio resta ancora da chiarire

Marta Silvestre

Restano in carcere il 37enne Antonino Milone e il 29enne Shasa Antony Bosco, entrambi ritenuti responsabili dell'omicidio aggravato dalla premeditazione del 52enne Sebastiano Greco avvenuto il 10 ottobre scorso a Lentini durante la sparatoria in pieno centro davanti al panificio degli Angeli. Così ha deciso, infatti, il giudice per le indagini preliminari Andrea Migneco. Entrambi erano già detenuti dopo essere stati fermati: Bosco lo stesso pomeriggio del delitto, mente Milone la sera del 14 ottobre dopo quattro giorni di fuga. Per la ricostruzione del movente sono ancora in corso le indagini da parte dei carabinieri del nucleo investigativo di Siracusa. 

Durante l'interrogatorio, Milone si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Bosco ha ammesso di essere andato quella mattina insieme a Milone a prendere due pistole (una mitraglietta tipo Skorpion e una piccola pistola automatica probabilmente calibro 7,65) in un nascondiglio nel centro abitato di Lentini. Gli inquirenti intanto, tramite testimonianze e analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona, sono riusciti a ricostruire la dinamica di quanto accaduto. 

Come già raccontato da MeridioNews, la mattina dell'omicidio la vittima sarebbe stata convocata al panificio. A chiamare insistentemente al cellulare del 52enne sarebbe stato il titolare dell'attività commerciale al civico 47 di via delle Spighe. Non di sua spontanea volontà, ma minacciato da due pistole puntate contro di lui da Bosco e Milone. A fare venire fuori questo dettaglio sarebbe stato uno dei figli della vittima ancora minorenne, che era presente anche sul luogo del delitto. 

Un acceso diverbio - sul cui contenuto sono ancora in corso le indagini - tra persone che certamente si conoscevano e poi gli spari che hanno ucciso Greco. Dopo l'omicidio i due sarebbero entrati insieme in un'attività commerciale di un 47enne conoscente di Milone e lo avrebbero convinto ad accompagnarli in ospedale con la sua Bmw. Compreso, però, che la richiesta era solo un pretesto, il 47enne avrebbe invitato i due a scendere dall'auto. Per tutta risposta, Milone gli ha sparato colpendolo alle gambe e al braccio. L'uomo, trasportato in ospedale, ha subito un intervento chirurgico. Per questo Milone è anche accusato di tentato omicidio.

Scesi dall'auto, Milone avrebbe poi sparato contro una Hyundai Getz parcheggiata vicino alle Poste di Lentini. All'interno del veicolo un anziano di 86 anni, insieme al nipote 20enne, stavano aspettando che la moglie e la figlia uscissero dall'ufficio postale. Dopo gli spari, nonno e nipote sono scesi dall'auto e Milone si è messo al posto di guida per proseguire la sua fuga, prima di abbandonare la macchina, non molto lontano, in seguito a un lieve incidente autonomo. 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Giustizia per Emanuele Scieri

Il paracadutista siracusano è stato trovato morto nella caserma di Pisa nel 1999. Ora si cerca di ricostruire quanto successo

Il sistema Montante

L'arresto di Antonello Montante ha scoperchiato un sistema di potere che tocca politica, forze dell'ordine, mafia e imprenditoria

Infrastrutture, Sicilia spezzata

Frane, autostrade a una carreggiata, statali interrotte. Viaggio in uno dei principali fattori del mancato sviluppo della Sicilia

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×