A19, slitta ancora la fine dei lavori sul viadotto Himera Assessore: «Basta, adesso Anas e impresa vadano via»

«Stamane dobbiamo prendere atto di un’amara realtà: i lavori al viadotto Himera subiranno l’ennesimo rinvio di un altro mese e mezzo rispetto all’ultima data indicata dall’Anas per la consegna dell’opera, cioè luglio». Dopo il sopralluogo al cantiere lungo l’autostrada Catania-Palermo, l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone riversa tutta la sua rabbia sul committente Anas e sull’impresa: «Dinanzi ai continui ritardi sulla costruzione di meno di 300 metri di autostrada, un cantiere diventato un’agonia lunga cinque anni, le date e le promesse lasciano il tempo che trovano. Oggi chiediamo al Ministero delle Infrastrutture di intervenire una volta per tutte: si rescinda il contratto con l’impresa appaltatrice e si sollevi l’Anas dalla responsabilità dell’opera».

Il viadotto Himera è stato investito da una frana nell’aprile del 2015. Sono passati cinque anni e le date di fine lavori sono slittate sempre più avanti. Ci sono voluti sette mesi per realizzare la bretella in grado di evitare di salire e scendere dalle Madonie per viaggiare tra Catania e Palermo. Ma ancora la chiusura della ferita lungo la A19 non si vede. Adesso la data di consegna slitta a fine estate, perché mancherebbero i supporti su cui poggiare l’impalcato, che devono arrivare da Genova.

«Ai ritardi dovuti all’emergenza coronavirus – spiega l’assessore Falcone – su cui siamo stati naturalmente comprensivi, si sommano ulteriori rallentamenti che trovano giustificazione solo nell’incapacità di Anas a far rispettare tempi e scadenze. Il Ministero delle Infrastrutture, adesso, è chiamato a sanare la ferita di un’Italia a due velocità sul piano infrastrutturale. Chiediamo – conclude – che l’impresa e l’Anas lascino il viadotto Himera e che il ministro Paola De Micheli affidi alla Regione il commissariamento dell’opera con poteri sul modello attuato a Genova per il ponte Morandi».

Alle parole di Falcone, Anas risponde dicendo che «l’ulteriore slittamento della data di ultimazione è imputabile esclusivamente all’emergenza Covid-19». Per la società l’allungamento dei tempi è stato inevitabile. «L’impresa fornitrice del nord Italia è stata costretta a rallentare fortemente la produzione e, quindi, la successiva fornitura degli appoggi in acciaio dell’impalcato del viadotto – si legge in una nota -. Al di là di ogni valutazione sul rispetto dei tempi da parte dell’impresa appaltatrice, in generale la rescissione di un contratto in fase avanzata o, come nel caso dell’Imera, in via di completamento, comporta una forte dilatazione dei tempi di esecuzione complessivi». Per Anas, quindi, altre soluzioni non ci sono. «Le sole procedure per espletare una nuova gara d’appalto sarebbero infatti, anche nel caso dell’Imera, di gran lunga superiori al tempo necessario per portare a compimento l’opera».


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