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Coronavirus, otto casi sospetti in Sicilia orientale
Tutti i test negativi. C'è anche un medico catanese

Al Policlinico di Catania sono stati portati i tampone di cittadini catanesi, di Siracusa e di Messina. Molti provenivano dalla Lombardia, un piccolo gruppo aveva appena fatto ritorno da Hong Kong. Si attende l'esito per un'anziana donna di Agrigento

Luisa Santangelo

I risultati dei test tampone sono arrivati alle 20.30 di oggi: tutti negativi. È questo l'esito degli esami sugli otto cittadini che, in queste ore, sono stati sottoposti a controlli per verificare un eventuale contagio da coronavirus. Non possono essere definiti «pazienti», poiché tutti asintomatici. Le colture, infatti, sono state eseguite per via dei luoghi che avevano visitato poco prima di fare rientro in Sicilia: la maggior parte di loro proveniva dall'hinterland milanese, mentre un altro piccolo gruppo aveva appena fatto ritorno da Hong Kong

Allo stato attuale, queste otto persone sono in quarantena domiciliare nelle loro abitazioni di Catania, Siracusa e Messina. Tra loro c'è anche un medico originario del capoluogo etneo che, però, lavora in Lombardia. E, di preciso, in uno degli ospedali della provincia meneghina in cui sono stati ricoverati pazienti contagiati. Il professionista, però, era in servizio in un altro reparto e, arrivato nel capoluogo etneo, ha segnalato volontariamente il pericolo. È seguito dagli specialisti di Infettivologia dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania e dal professore Bruno Cacopardo, ordinario di Malattie infettive all'università di Catania e direttore dell'unità operativa dell'ospedale Garibaldi di Nesima. Con lui si confrontano anche gli specialisti del ministero della Salute in servizio nel Catanese.

I tamponi sono stati eseguiti al Policlinico catanese di via Santa Sofia, nel laboratorio di analisi diretto dal virologo Guido Scalia. Nel capoluogo etneo vengono inviati i campioni provenienti da tutta la Sicilia orientale. Al Policlinico di Palermo, invece, arrivano quelli dalla parte occidentale dell'Isola. Come nel caso di un'anziana di Agrigento, portata al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio dove è stata ricoverata per una forma di polmonite con insufficienza respiratoria. I sanitari hanno eseguito su di lei il protocollo previsto per i casi di sospetto coronavirus. Lei è stata messa in isolamento, in attesa che dal Palermitano arrivino anche per lei i risultati.

Mentre le équipe mediche di tutta la Sicilia lavorano sotto stress per fronteggiare il pericolo, però, c'è anche chi diffonde notizie false che scatenano il panico. È il caso del fotomontaggio, che circola sui social in queste ore, in cui si parla di un contagiato da coronavirus a Biancavilla, sempre in provincia di Catania. L'immagine riprende la homepage del Corriere della sera e sostituisce il titolo reale con quello che riguarda un presunto malato biancavillese. Come sottolineato dal sindaco Antonio Bonanno, si tratta di un falso. Il primo cittadino ha annunciato che provvederà a presentare una denuncia per procurato allarme.

Secondo i dati aggiornati alle 20.30, in Italia ci sono 59 persone contagiate dal nuovo coronavirus, dei quali 46 in Lombardia, undici in Veneto, uno a Torino e uno a Roma. Due sono le vittime. Oggi l'assessorato regionale alla Sanità, a seguito di una riunione fiume che si è tenuta all'ex Palazzo dell'Esa di Catania, ha deciso che i primi provvedimenti per evitare il diffondersi della malattia anche in Sicilia riguardano i controlli sui voli: negli aeroporti, fino a stamattina, venivano eseguiti controlli solo sui cittadini provenienti da Roma o da mete internazionali. Da adesso, però, il medesimo protocollo è esteso anche chi atterra in Sicilia da Milano Linate, Milano Malpensa e Bergamo Orio al Serio

Ai cittadini va l'invito a seguire i suggerimenti forniti dal ministero della Salute (qui si può leggere e scaricare il decalogo). In presenza di sintomi influenzali sospetti (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, stanchezza) e si è tornati da un viaggio in Cina da meno di 14 giorni, o si è stati a contatto con persone tornate dalla Cina da meno di 14 giorni, non bisogna andare personalmente al pronto soccorso, ma chiamare il medico di famiglia. In alternativa esistono due numeri da chiamare: il 1500 del ministero della Salute che risponde in più lingue, o il 112, numero unico d'emergenza attivo in tutta la Sicilia.

Il decalogo ministeriale è così articolato: 1) lavati spesso le mani; 2) evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; 3) non toccarti occhi, naso e bocca con le mani; 4) copri bocca e naso se starnutisci o tossisci; 5) non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; 6) pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; 7) usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate; 8) i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; 9) contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni; 10) gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus. 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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