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Italia Viva, metà dei Giovani dem segue Renzi
«Troppe correnti, il Pd in Sicilia non è mai nato»

Dal segretario regionale al suo vice, fino ai componenti dell'esecutivo e alcuni segretari provinciali. Circa la metà dei militanti della giovanile del Pd nell'Isola aderisce a Italia Viva e annuncia: «Prima battaglia sarà contro lotta all'emigrazione giovanile»

Miriam Di Peri

Giovani, svegli e in cerca di nuovi spazi di azione politica. Stanchi, soprattutto, delle dinamiche correntizie «che ci impedivano qualunque movimento» all'interno del Pd. Sono i Giovani Democratici, o almeno la parte di loro più vicina all'area renziana, che questa mattina in Sala stampa all'Ars hanno ufficializzato la loro adesione a Italia Viva. Non costituiranno, almeno per il momento, la giovanile di un partito fin troppo giovane per avere già una struttura. Però vogliono starci dentro sin dalla nascita. 

C'è anche l'ormai ex segretario regionale dei Gd Prospero Crimi, originario di Centuripe ma del gruppo di Catania (un ruolo ricoperto a suo tempo anche dall'attuale deputato nazionale Fausto Raciti). C'è il suo vice, il catanese Damien Bonaccorsi. C'è il presidente della direzione regionale Stefano Dell’Arte, i segretari provinciali di Siracusa, Tiziano Spada, e di Enna, Francesco Alloro (figlio dell'ex deputato regionale Mario, passato anche lui a Iv) e l’intera organizzazione di Catania (i renziani parlano di 180 iscritti su 200 tra cui il segretario cittadino Lorenzo Di Stefano), roccaforte di Luca Sammartino. E ancora, Salvatore Bongiorno dei Gd di Messina, Manuel Mangano di Augusta, Caterina Loria di Trapani, Michele Cannella di Palermo. 

«Auguro il meglio a tutti gli amici che sono rimasti nei Giovani Democratici», dice sportivamente Bonaccorsi, che non nasconde di aver lasciato nella giovanile del Pd pezzi importanti del suo percorso politico. «Per noi - aggiunge - questa è l'occasione per mettersi a disposizione di un progetto politico, laddove nel Pd invece si concentrava tutto sullo scontro tra correnti, piuttosto che sulle idee e le proposte». Con la speranza che la corrente renziana, fattasi partito, non ricada negli stessi vizi della casa madre da cui si è allontanata. 

«Io credo che il Pd in Sicilia non sia mai nato - precisa Alloro - rimasto schiacciato su micro posizioni di rendita in cui si preferisce far morire Sansone con tutti i filistei. Purtroppo prendo atto che non è riuscita neanche la giovanile ad essere avanguardia, perché frenata nei territori, nelle singole realtà. Italia Viva ci dà spazio per fare azione politica ed essere classe dirigente». Alloro torna sul termine «centro», il vero spazio politico conteso dal centrosinistra, con Italia Viva in prima fila, e centrodestra. «Io non sono una persona di centro e non rinuncio all'idea di non esserlo. Sono uno che ha passione politica e pensa che fare politica nel Pd, soprattutto nella mia Provincia, sia impossibile».

Per la trapanese Caterina Loria «nel Pd ci siamo sempre sentiti messi di lato». Mentre secondo l'ex segretario regionale Crimi «Italia Viva ci offre la possibilità di ritrovarci in un mondo più omogeneo, meno frastagliato in correnti. Nel Pd le direzioni di circolo erano diventate materialmente delle conte».

«Noi siamo la generazione dem - ammette invece Tiziano Spada, ormai ex segretario Gd di Siracusa e assistente parlamentare all'Ars del deputato di Italia Viva Giovanni Cafeo - siamo cresciuti politicamente dentro il Partito democratico, non proveniamo da altre organizzazioni politiche. Non è stata una scelta facile per nessuno di noi».

Il loro primo obiettivo, i giovani ormai ex dem ce lo hanno chiaro: «Pensare a politiche giovanili oggi significa concentrarsi sulla lotta all'emigrazione dalla Sicilia», dicono ripetendo un concetto su cui sia Luca Sammartino che Matteo Renzi hanno molto battuto negli ultimi mesi. «Da lì parte il nostro impegno e lì bisogna trovare la soluzione. Le altre partite le possiamo giocare, però se non vinciamo questa, abbiamo perso tutti». A fare capolino in sala stampa per mostrare il loro sostegno, tutti i quattro deputati renziani all'Ars, seppur in momenti diversi. A dare il benvenuto ai giovani è stato il capogruppo Nicola D'Agostino, che li ha messi in guardia: «Deve essere vostra la voglia di occupare spazi, non ne trovate pronti. A volte bisogna sgomitare, seppur con lealtà, per ritagliare un proprio spazio. Conquistatevi quello che volete, noi vi sosterremo».

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