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Lentini, si va verso il bando per Palazzo Beneventano
Sindaco: «Italia Nostra? Potrà partecipare come altri»

L'associazione presieduta da tempo si occupa del sito culturale, ma ciò non gli garantirà di ottenerne la gestione. «Ce la giocheremo, anche se sono io a fare le denunce quando si rubano le tegole», dichiara il presidente Giorgio Franco

Danilo Daquino

Foto di: danilo daquino

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«Noi non abbandoneremo fino alla fine». Alla rassegnazione, i volontari della sezione lentinese di Italia Nostra hanno preferito la resistenza perché dopo tre anni all’interno del Palazzo Beneventano di Lentini, «non ha senso autoescluderci proprio adesso». A parlare è Giorgio Franco, il presidente dell'associazione che da tempo opera all'interno del sito lentinese. 

«Si tratta di un'esperienza dal valore sociale di cui tutti hanno beneficiato, grazie al nostro impegno», dichiara a MeridioNews. Al centro dell'attenzione ci sono le poche certezze circa l’affidamento del bene di proprietà comunale a Italia Nostra. Allo stato attuale, infatti, c’è soltanto un protocollo di intesa sottoscritto con l’amministrazione comunale, che concede l’uso degli spazi ai volontari ma non dà loro la facoltà di gestire gli stessi a pieno ritmo e in totale autonomia, dal momento che tutte le decisioni devono passare al vaglio del Comune.

Dal canto suo, il sindaco Saverio Bosco si dice «estremamente grato a Italia Nostra» per il lavoro svolto in questi tre anni, durante i quali Palazzo Beneventano ha ospitato mostre d’arte, concerti dal vivo, convegni e tanto altro. «Stanno curando un bene comunale - sottolinea il primo cittadino - e quindi ogni associazione può usufruire di quegli spazi per l’organizzazione di eventi». Un concetto che, però, si scontra col fatto che il Comune non avrebbe personale a sufficienza per una gestione continuativa della dimora storica. «Senza di noi non potrebbe occuparsene - rilancia Franco -. Sono io a fare le denunce quando rubano le tegole, io apro le porte quando qualche associazione ne fa richiesta, se avessimo abbandonato tutto - continua - avremmo lasciato il sito in eredità ai vandali». 

Il futuro di Palazzo Beneventano potrebbe passare da un bando pubblico. A darne notizia, per la prima volta, è proprio il sindaco. Il bando sarà aperto a qualsiasi associazione che abbia le caratteristiche e le disponibilità economiche per migliorare l'immobile. «Parliamo di un palazzo che fu ristrutturato in maniera incompleta e il nostro obiettivo - dichiara Bosco a MeridioNews - è quello di sistemarlo ulteriormente e rendere agibili tutti gli spazi». Il bando per il primo cittadino è l'unica strada perseguibile. «Non c’è la possibilità di affidare in modo diretto il bene, né a Italia Nostra né a nessun altro. Dobbiamo fare una gara pubblica aperta a tutti - taglia corto il Sindaco -. Stiamo già lavorando alla redazione del bando, ovviamente ci sono dei tempi tecnici da rispettare difficili da quantificare ma abbiamo fatto un atto di indirizzo per gli uffici».

L’idea non convince Giorgio Franco, che invece propone «l’applicazione dell’articolo di legge legato al partenariato speciale tra pubblico e privato, preceduto da una evidenza pubblica. Con questo tipo di proposta - spiega - possiamo accedere a finanziamenti importanti, che invece sfumerebbero con l’affidamento a seguito di bando pubblico. Noi ovviamente amministreremmo coi fatti, mettendo in campo una politica seria di gestione del patrimonio e provando a creare nuovi posti di lavoro nel settore cultura». 

In ogni caso se l'unica possibilità di restare a fare attività a Palazzo Beneventano sarà la partecipazione al bando Italia Nostra non si tirerà indietro. «Accetteremo la scelta e ce la giocheremo». Nei giorni scorsi una cooperativa interessata alla gestione del sito avrebbe effettuato un sopralluogo. In ogni caso l’amministrazione comunale resta ferma sulla sua posizione: chiunque sia interessato all’affidamento del Palazzo, dovrà passare dal bando pubblico.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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