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Ufficio stampa della Regione, è polemica sui quiz
Segnalate anomalie, pronta richiesta accesso atti

A darne notizia, lo studio legale Leone-Fell di Palermo, che denuncia le decine di segnalazioni ricevute: dalla mancanza di sistemi di sicurezza al scatoloni arrivati senza sigilli, fino al mancato sorteggio della busta

Redazione

Foto di: mike palazzotto

Foto di: mike palazzotto

È stato il concorso delle polemiche e anche adesso che la prima tranche di prove si è conclusa,non tardano ad arrivare le prime segnalazioni. È il concorso bandito dalla Regione Siciliana per ricomporre l'Ufficio stampa, dopo il licenziamento da parte dell'ex governatore Rosario Crocetta dei 21 giornalisti assunti in epoca Cuffaro per chiamata diretta. A darne notizia è stato lo studio legale Leone-Fell, che denuncia le «tantissime segnalazioni» giunte «a poche ore dalla conclusione delle prime prove scritte». 

«Dalla mancanza di sistemi di sicurezza - raccontano i legali Francesco Leone e Simona Fell - alle “anomale” procedure di espletamento del concorso, come il mancato sorteggio delle buste contenenti le batterie di domande, l’arrivo in aula di plichi e scatoloni non sigillati, la mancata distribuzione di etichette di accoppiamento scheda anagrafica-compito, la possibilità di annerire le caselle risposta o di flaggarle con altri segni, fino alla presenza di domande errate, fuorvianti e non inerenti alle materie previste dal bando». 

Lo studio sta già predisponendo l’accesso agli atti per verificare le modalità di svolgimento della prova e «tutte le anomalie sottoposte alla nostra attenzione». Il concorso era già finito nell’occhio del ciclone, all’indomani della sua pubblicazione. Oggetto della contestazione proposta dall’Assostampa, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani, finita al Tar Sicilia e in attesa del merito, gli anomali criteri di selezione. Anomalo anche il futuro inquadramento dei vincitori a «istruttore direttivo categoria professionale C settore informazione» e «funzionario direttivo categoria professionale D settore informazione» non previsti dalla contrattazione nazionale dei giornalisti e dalla Legge 150/2000. 

Adesso sotto accusa finiscono i 90 quiz a risposta multipla, di entrambe le selezioni per 6 istruttori e per 6 funzionari. Come riportano anche le agenzie Ansa e Agi, nel test di martedì vi erano due domande errate: la prima riguardante l’organizzazione del primo «festival dell’Unità» (e non Festa dell’Unità) e la seconda, la nascita di Youtube. Nel primo caso un errore di denominazione, nel secondo mancava la risposta corretta tra le alternative proposte: 1999, 2000 e 2001, essendo di fatto nato nel 2005. Inoltre, come notato da tutti i partecipanti di entrambe le prove, una buona parte delle domande verteva su temi non previsti dal bando, o comunque non previsti in questa fase del concorso. 

Una ventina circa di quiz per entrambi i test vertevano infatti su Storia del giornalismo (data delle prime trasmissioni radiofoniche, Rai, dell’Eiar, anni di nascita di quotidiani come il Corriere della Sera, il Giornale nuovo, dell’agenzia Ansa, ecc.) e cultura generale (come la denominazione delle Isole Falkland, la data della caduta del muro di Berlino, l’evento politico accaduto il 18 aprile 1948, il primo voto a suffragio universale maschile, la prima casa editrice di Topolino, ecc.) oltre a domande inerenti il procedimento amministrativo e i rapporti di pubblico impiego, argomenti previsti invece per la fase orale. 

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