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Allerta meteo, quei sindaci che non chiudono le scuole
«Guardo le previsioni dell'Aeronautica, sono più esatte»

I primi cittadini di Taormina e Aci Bonaccorsi sono tra i pochi che, davanti all'allerta arancione diramata dalla protezione civile regionale, hanno deciso di non sospendere le lezioni. A MeridioNews spiegano il motivo: «Bisogna tenere conto dei singoli territori»

Simone Olivelli

«Ieri su Instagram mi ha chiesto se solo gli alunni di Taormina fossero i fessi a dovere andare a scuola? Beh, gli ho detto di attendere che arrivasse mattino». L'allerta meteo arancione sulla costa ionica finora non ha portato particolari conseguenze. Una fortuna per i residenti dei centri del Catanese e del Messinese, ma per certi aspetti anche per quei ragazzi che sono stati esentati dalle lezioni per la scelta di molti sindaci di chiudere gli istituti scolastici. Decisioni che da qualche anno a questa parte tornano periodicamente a fare discutere, dividendo chi sostiene che la prudenza non sia mai troppa a chi invece ricorda come un tempo a scuola si andasse anche con gli ombrelli in mano.

Tra chi ha deciso di non sospendere le lezioni c'è il primo cittadino di Taormina Mario Bolognari. Una scelta in controtendenza rispetto a quanto si è registrato in parecchi centri del comprensorio. Come a Giardini Naxos, dove le aule sono rimaste deserte. «C'è chi mi dà dell'imprudente ma la verità è che a parere mio spesso questi provvedimenti vengono presi senza tenere conto dei singoli contesti», commenta Bolognari a MeridioNews. Il sindaco sottolinea come la protezione civile regionale non dia disposizioni ai sindaci, se non quella di allertare la popolazione dei potenziali rischi in prossimità di corsi d'acqua e zone sensibili. «Per oggi era previsto un livello di allerta arancione, ma neanche con il rosso scatta in automatico la chiusura delle scuole - continua il primo cittadino -. La valutazione che va fatta deve tenere conto della posizione in cui si trovano le scuole e nel nostro territorio, specialmente in centro, rischi non se ne corrono». 

Poco senso dunque ha fare raffronti con ciò che succede a pochi chilometri: «Qualcuno mi fa notare che a Giardini le scuole vengono chiuse, ma il paragone non regge: lì il territorio è attraversato da torrenti che possono creare pericoli in condizioni meteo difficili». Bolognari ammette poi di non fare affidamento soltanto sul bollettino che ogni pomeriggio viene pubblicato dal dipartimento regionale della protezione civile. «Guardo anche il sito dell'aeuronautica militare, che aggiorna le previsioni di ora in ora e risulta la fonte più attendibile», conclude.

A seguire la stessa linea, a circa 45 chilometri da Taormina, è Vito Di Mauro, sindaco di Aci Bonaccorsi. «Il nostro è un piccolo centro che non è interessato da rischi idrogeologici particolari - dichiara -. Questo ci consente di potere lasciare aperte le scuole, anche quando gli altri Comuni decidono di chiuderle». Scelte che il sindaco non nega ogni tanto gli abbiano attirato critiche. «Capita che qualche genitore o insegnante che arriva da un altro territorio si lamenti ma stavolta non è successo. Anche perché poi dov'è questa allerta? Mentre parliamo il cielo è azzurro», conclude Di Mauro.

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