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Fondi europei, la Sicilia dice addio a 380 milioni
Corte Ue: «Gravi carenze in gestione e controlli»

Progetti presentati dopo la scadenza dei termini, spese per il personale eccessive, consulenti esterni non qualificati, spese sono attinenti ai progetti: sono soltanto alcune delle motivazioni che hanno portato la Corte a rigettare il ricorso presentato dall'Italia

Miriam Di Peri

Trecentottanta milioni di euro andati letteralmente in fumo. È di questa mattina la sentenza con cui la Corte europea ha respinto definitivamente il ricorso dell'Italia contro il taglio di circa 380 milioni di euro ai fondi europei per la Sicilia (Por 2000-2006), a causa delle «gravi carenze nella gestione e nei controlli». Progetti presentati dopo la scadenza dei termini, spese per il personale eccessive, consulenti esterni non qualificati, spese poco attinenti ai progetti: sono soltanto alcune delle motivazioni che hanno portato la Corte a rigettare il ricorso presentato dall'Italia. A partire dal 2005 la Commissione ha effettuato una serie di audit, riscontrando gravi carenze e varie irregolarità, alcune accertate dall'Olaf, l'organismo europeo anti frode. 

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