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Ex raffineria di Gela, sequestrati due impianti 
A giugno dovrebbe partire la green rafinery

Il provvedimento deriva da un'indagine che mira ad accertare una presunta contaminazione della falda acquifera e lo stato di avanzamento della bonifica. La procura ha apposto i sigilli al Taf e al Tas. Per Syndial, consociata di Eni, erano esempio virtuoso

Andrea Turco

La procura di Gela ha disposto il sequestro degli impianti Taf (trattamento acque di falda) e Tas (trattamento acque di scarico) all'interno del perimetro industriale dell'ex raffineria di Gela, nell'ambito di un'indagine ambientale che mira ad accertare una presunta contaminazione della falda acquifera. Entrambi gli impianti, in passato gestiti da RaG. (la consociata di Eni che si occupava a Gela delle attività inerenti la raffinazione del greggio), sono da tempo passati sotto la gestione di Syndial (la consociata invece che si occupa delle attività di risanamento dei siti Eni operativi e dismessi). I sigilli sono stati apposti anche a undici piezometri della rete di monitaraggio.

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