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Mafia, la fortuna di Saro D'Agosta con i videopoker
Benedizione della Stidda e legami con Cosa nostra

Al 65enne vittoriese ieri è stato confiscato un patrimonio di circa 25 milioni di euro. Beni che sarebbero stati accumulati grazie ai rapporti a doppio filo con la criminalità organizzata. La sua famiglia non ha mai dichiarato al fisco più di 12mila euro

Simone Olivelli

«Nel giro di qualche anno è diventato padrone di mezza Vittoria. Ha più soldi lui che il banco dell'Unicredit». L'iperbole è del collaboratore di giustizia Giovanni Ferma. Siamo ad aprile del 2013 e l'uomo, un tempo esponente della Stidda, usa queste parole per descrivere ai magistrati l'ascesa di Rosario D'Agosta, 65enne a cui ieri è stato confiscato un patrimonio da 25 milioni di euro, comprensivo di beni situati non solo a Vittoria ma anche nel Varesotto, provincia della Lombardia in cui negli anni Settanta si era stabilito per lavorare come operaio nel campo edilizio. La fortuna però, D'Agosta, la fa in un settore del tutto diverso: i videopoker

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