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Messina, il pianoforte rimarrà nella Galleria
Dietrofront del sindaco dopo la mobilitazione

Una condomina che abita all’interno della prestigiosa galleria Vittorio Emanuele ha chiesto la rimozione dello strumento, poi accordata dal Comune. Ma artisti e semplici cittadini si sono mobilitati. Così l'amministrazione ha fatto marcia indietro ponendo un paletto

Simona Arena

Foto di: Giovanni Renzo

Foto di: Giovanni Renzo

«Accolgo il suggerimento di lasciare il pianoforte nella galleria Vittorio Emanuele, ma dalle ore 23.30 non si potrà più utilizzare. Faremo una rettifica della delibera seguita da ordinanza». A scrivere sulla sua pagina Facebook e a comunicare il suo dietrofront sullo spostamento del pianoforte e il sindaco Cateno De Luca. Contro il trasferimento dello strumento musicale si era sollevato un movimento popolare che a cominciare dai social network e attraverso un tam tam mediatico ha aspramente criticato la decisione dell’amministrazione comunale di spostare il pianoforte perché disturbava

Una condomina che abita all’interno della prestigiosa galleria ne avrebbe chiesto la rimozione, poi accordata dal Comune. Ma questa decisione ha mobilitato l’ex assessore Federico Alagna, ideatore dell’iniziativa Un piano per la città, e a ruota il mondo artistico e musicale di Messina e non solo. Il pianista jazz Giovanni Renzo, di rientro da un tour, come prima cosa è andato a suonare il piano ironizzando sulla decisione: «Il vero problema di Messina, a cui per fortuna si sta ponendo rimedio, è il rumore molesto dei pianoforti, disturbo della quiete pubblica. Non appena, a breve, sarà risolto, la qualità della vita migliorerà notevolmente e la città finalmente entrerà a pieno diritto nel novero delle grandi città europee». 

E come lui, da ultimo a chiedere di cambiare idea era stato anche un altro musicista, Paolo Fresu, amico del maestro Renzo. «Non tocchiamo quel tasto - ha scritto sulla pagina del pianista messinese- La condomina mina il movimento della musica e il viaggio del suono metropolitano. Auspichiamo il ricollocamento del pianoforte pubblico nella Galleria Vittorio Emanuele. Magari regolamentando gli orari di utilizzo e chiudendolo a chiave quando non lo si deve suonare. Avere la chiave della musica è uno straordinario privilegio. Come l'avere una finestra che vi si affaccia».

Ma a convincere il sindaco, come spiega lui stesso, è stato un messaggio diffuso da alcuni cittadini sui social. «#ScusateSeHoDisturbato. Nel corso degli ultimi mesi, in tante e in tanti hanno suonato il ‘Piano per la città’ della Galleria Vittorio Emanuele, riempiendo di musica, magia e socialità questo spazio della nostra città, nell’ottica di quell’idea di ‘cultura bene comune’ che aveva animato le attività dell’Assessorato collettivo alle culture della passata amministrazione e che stava alla base anche della scelta di dotare Messina del suo primo pianoforte pubblico». Tanti i ragazzi, i croceristi e i turisti che, come capita in altre città del mondo, avevano suonato il pianoforte. «E se oggi l’amministrazione De Luca vuole spostare il piano da un’altra parte perché disturba - si legge ancora su Facebook - se oggi le richieste di una singola persona vengono prima di quelle della collettività, se oggi si vuole far finta che non esistano alternative (quali ad esempio una maggiore regolamentazione dell’utilizzo), noi, semplicemente, non ci stiamo». 

Attraverso i social era stata infatti organizzata una manifestazione che avrebbe dovuto svolgersi all’interno della galleria Vittorio Emanuele, domenica 14 aprile, a partire dalle 18 e fino a sera per «difendere tutte e tutti insieme questo pianoforte». Ma oggi è arrivata la notizia che il piano resterà in galleria.

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