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Campobello di Mazara, altri due arresti in Mafia bet
Vanno in carcere uomini di fiducia di Calogero Luppino

Si tratta di un 65enne, già condannato per tentato omicidio, e di un 43enne. Sono accusati di avere contribuito a eludere le indagini sull'imprenditore del settore delle scommesse, che grazie all'appoggio della mafia avrebbe tentato anche l'ascesa politica

Redazione

Altri due arresti nell'indagine Mafia bet, che nelle settimane scorse ha interessato Campobello di Mazara, coinvolgendo anche il deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino. I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giacomo Barbera, 65 anni, e Paolo De Santo, di 43. I due sono accusati di avere agevolato Calogero Luppino, imprenditore nel settore delle scommesse e aspirante politico con il movimento Io amo Campobello.

Stando a quanto ricostruito dai militari dell'Arma, coordinati dai magistrati della Dda di Palermo, Barbera, nel cui passato c'è una condanna per il tentato omicidio del capomafia locale Nuncio Spezia, si sarebbe occupato di bonificare gli uffici di Luppino, dopo che quest'ultimo temeva di potere essere intercettato. In cambio della ricerca di microspie, Barbera avrebbe percepito somme di denaro.

Per quanto riguarda De Santo, invece, l'accusa è di avere fatto da tramite tra l'imprenditore e il boss Franco Luppino, detenuto in carcere. Quest'ultimo sarebbe stato visto da Calogero Luppino come punto di riferimento, al punto da finanziarne il sostentamento della famiglia. De Santo, nello specifico, si sarebbe recato da Calogero Luppino mensilmente, recuperando il denaro chiesto dal boss in carcere. L'imprenditore, in alcune circostanze, avrebbe chiesto di dilazionare nel tempo le visite per evitare di attirare l'attenzione delle forze dell'ordine.

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