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Messina Denaro, un capo rimasto sulla carta?
La Dia: «Cosa Nostra trapanese gli è fedele»

Nella relazione della Direzione investigativa antimafia si ribadisce il ruolo del latitante come rappresentante provinciale, ma secondo i massimi investigatori rimarrebbe un incarico formale. Sul territorio, in ogni caso, è la sua famiglia a comandare

Pamela Giacomarro

La provincia di Trapani continua ad essere nella morsa di Cosa Nostra che monopolizza la gestione delle più remunerative attività illegali e condiziona il contesto socio economico dell’intero territorio provinciale. È quanto emerge dalla relazione semestrale della Dia che dedica ampio spazio al ruolo del boss latitante Matteo Messina Denaro. Per gli investigatori, il latitante castelvetranese, nonostante le numerose operazioni che hanno portato all’arresto di fedeli e fedelissimi, continua a mantenere il duplice ruolo di capo del mandamento di Castelvetrano e di rappresentante provinciale di Cosa Nostra. Un ruolo però che, stando alle recenti dichiarazioni dei massimi investigatori, sarebbe sempre più formale. 

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