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Messina, ridotta la pena in Appello per Mantineo
Tentò di bruciare viva fidanzata Ylenia Bonavera

In primo grado il ragazzo fu condannato a dodici anni, adesso i giudici hanno ridotto di due anni la pena, non riconoscendo la premeditazione. Anche se è stato provato che Mantineo ha comprato della benzina facendosela mettere in una bottiglietta

Simona Arena

Un anno dopo la condanna in primo grado, arriva oggi lo sconto di pena in appello per Alessio Mantineo, il ragazzo che due anni fa a gennaio gettò della benzina sulla fidanzata, la ventitreenne Ylenia Grazia Bonavera. Dieci anni al posto dei dodici decisi in prima battuta per il tentato omicidio della ragazza che in questi anni, anche nelle aule del tribunale, ha sempre sostenuto l’innocenza di Mantineo, e si è dovuta così difendere dalle accuse di favoreggiamento personale e falsa testimonianza. 

Ma le indagini della squadra mobile hanno incastrato Mantineo ripreso dalla telecamera di una stazione di servizio della zona sud di Messina, mentre acquistava delle sigarette e si faceva dare una bottiglia di plastica vuota pagando un euro di benzina. La difesa ha sempre sostenuto che quella benzina sarebbe servita per il motorino rimasto a secco di carburante. 

La riduzione di pena è stata decisa oggi dai giudici d'appello che hanno escluso l'aggravante della premeditazione, così come in realtà aveva sostenuto l’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Maurizio Salamone. In primo grado il pm Antonio Carchietti aveva infatti chiesto la condanna a dieci anni, ma il gup Salvatore Mastroeni aveva deciso diversamente. Nelle motivazioni ha infatti scritto che «la condotta posta in essere dal Mantineo appare connotata da tratti di idoneità ed univocità rispetto all’evento lesivo perseguito». Nessun dubbio per il magistrato che «l’intendimento fosse quello di uccidere». Mastroeni si era spinto oltre. «Cospargerla di benzina e darle fuoco non può infatti che essere letto come univocamente diretto in tale direzione».

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