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Mercato Vittoria, bando per i box dopo lo scioglimento
Gara per 74 postazioni con canoni mensili da 750 euro

I requisiti di partecipazione e i dettagli della procedura sono stati pubblicati questa mattina. Si tratta di una novità per il sito della città ipparina, finito nel mirino della magistratura e poi all'interno della relazione che ha portato al provvedimento del governo

Simone Olivelli

Foto di 6tmm

Foto di 6tmm

Ci sarà tempo fino ai primissimi giorni di marzo per presentare la domanda per l'assegnazione di uno dei 74 box a disposizione al mercato di Vittoria, in provincia di Ragusa. Il bando è stato da poco pubblicato sul sito del Comune e rappresenta una notizia non solo per i professionisti del settore. Il sito di contrada Fanello è finito, infatti, all'interno della relazione che la scorsa estate ha portato allo scioglimento dell'amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. Al provvedimento, deciso dal Consiglio dei ministri, è seguita la nomina e l'insediamento dei commissari straordinari guidati dal prefetto Filippo Dispenza, che adesso seguirà l'iter per l'aggiudicazione delle postazioni in uno dei mercati più importanti, e chiacchierati, del Meridione.

In totale andranno in gara 44 posteggi per commissionari, 20 per commercianti, 7 per cooperative, consorzi e associazioni di produttori e 3 per organizzazioni di produttori. La struttura è di proprietà della Regione ed è gestita dal Comune. Il canone per gli aggiudicatari è stato stabilito in 750 euro mensili, a cui andranno aggiunte le spese per le utenze luce e acqua, mentre saranno compresi i servizi di vigilanza e controllo degli ingressi, pulizia e smaltimento dei rifiuti. Le concessioni avranno durata settennale, con la possibilità di una proroga di tre anni.

Il bando rappresenta una novità assoluta per una realtà che spesso è finita sulle pagine dei giornali per fatti non legati alle transazioni commerciali. Come nel caso delle indagini che hanno coinvolto alcuni operatori, approfondimenti investigativi in cui più di una volta è emersa la presenza di elementi vicini alla criminalità organizzata all'interno dei box. Inchieste che hanno portato alla luce l'imposizione del pizzo o gli interessi illeciti attorno agli imballaggi. A riguardo il prefetto a settembre aveva dichiarato a MeridioNews: «Noi dobbiamo garantire la sicurezza delle persone e degli operatori perbene che lavorano al mercato. Se il governo è addivenuto alla decisione di sciogliere il consiglio comunale, la giunta e il sindaco vuol dire allora che c’erano dei problemi che non potevano essere nascosti. Noi ci atteniamo ai fatti: è emerso che molte persone stavano al mercato senza averne diritto e nessun titolo».

Un primo passo avanti nell'ottica di disciplinare le attività all'interno del mercato era stato fatto nel 2016 con l'approvazione in consiglio comunale del nuovo regolamento. Un risultato che l'allora sindaco Giovanni Moscato, da poco eletto alla guida della città ipparina, aveva salutato con soddisfazione, sottolineandone l'urgenza anche a seguito delle ultime vicende giudiziarie. Ombre che però evidentemente quell'atto non riuscì a diradare: due anni dopo, infatti, Moscato è stato travolto dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose al Comune. Una decisione che l'ex sindaco ha sempre criticato, specificando di avere operato in direzione opposta e di pagare le responsabilità dei predecssori. 

Tra loro l'ex primo cittadino Giuseppe Nicosia, che insieme al fratello Fabio, il prossimo mese saranno protagonisti dell'udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Catania, perché accusati di voto di scambio-politico mafioso nell'ambito dell'inchiesta Exit poll. Nello stesso procedimento compare anche Moscato, per lui l'accusa è di corruzione elettorale

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