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Ars, scintille in capigruppo tra governo e Forza Italia
Opposizioni chiedono il voto su esercizio provvisorio

Al centro della disputa, i tempi sull'approvazione della Finanziaria. Il governo chiede di non andare all'esercizio provvisorio, ma le opposizioni non ci stanno. E la posizione di Forza Italia fa saltare i nervi all'assessore Cordaro

Miriam Di Peri

Foto di: Salvo Catalano

Foto di: Salvo Catalano

Tempi strettissimi e fiato sul collo, ma nessun ricorso all’esercizio provvisorio. È questa, in sintesi, la proposta che il governo regionale ha lanciato oggi pomeriggio all’Assemblea regionale siciliana. Una proposta che dall’Aula si è spostata in conferenza dei capigruppo dove filtra che gli animi si siano surriscaldati non poco.

Il cronoprogramma di Palazzo d’Orleans prevede l'esame della manovra economica nelle commissioni di merito fino al 4 gennaio, in commissione Bilancio fino al 10 gennaio e l'invio del testo in aula l'11 gennaio (il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per il 12 gennaio). L'esame degli articoli in aula è poi previsto dal 14 al 20 gennaio. Ma ad alzare le barricate in conferenza dei capigruppo sono state le opposizioni (Pd e Cinque Stelle), che al contrario, chiedono di approvare l’esercizio provvisorio, visti i tempi molto risicati. Così ecco che, complice anche l’assenza di buona parte dei deputati della coalizione («evidentemente abbiamo un problema di maggioranza» ha ammesso Gianfranco Micciché in Aula), la proposta delle opposizioni era proprio quella di votare il calendario del governo oggi, quando la coalizione sarebbe andata sotto, a Sala d’Ercole.

La exit strategy trovata dal primo inquilino di Sala d’Ercole è stata quella di sospendere la seduta, ma a far saltare i nervi al governo, rappresentato dall’assessore al Territorio, Toto Cordaro, sarebbe stata proprio la proposta di Forza Italia: approvare l’esercizio provvisorio a garanzia della spesa corrente, fermo restando l’impegno per l’approvazione della Finanziaria entro il 20 gennaio 2019. Una posizione che sembra essere apparsa quasi da sostegno al Pd e che il governo non vedrebbe di buon occhio sotto il profilo politico, prima ancora che parlamentare.

L’Aula in ogni caso è stata aggiornata a domani alle 16, quando a intervenire sarà il presidente della Regione, Nello Musumeci, per riferire al parlamento siciliano sulla situazione relativa al terremoto nel Catanese.

Il testo della legge di stabilità e del bilancio, intanto, è stato assegnato alle commissioni di merito per l'esame delle parti di competenza. Ad attaccare le opposizioni (e indirettamente anche la posizione più interlocutoria di Forza Italia) è Vincenzo Figuccia (Udc), che le definisce «irresponsabili» e sottolinea come una parte degli avversari politici del governo «preferirebbe forse procedere sulla falsariga delle irresponsabili scelte al Senato dove il governo gialloverde ha più volte determinato l’approvazione di documenti che non passano al vaglio dell’Aula».

«Voler costringere il governo all’esercizio provvisorio - conclude Figuccia - significa depotenziare lo strumento finanziario che dovrebbe prendere forma garantendo i siciliani e le prerogative della Regione».

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