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Miccichè, gli equilibri all'Ars e il futuro politico incerto
«Maggioranza non c'è. Contro Orlando? Meglio insieme»

Il presidente dell'Assemblea ha incontrato i giornalisti per lo scambio di auguri natalizio. L'occasione è stata buona per ragionare su accade all'interno di sala d'Ercole, ma anche sulle prospettive future in un momento in cui la geografia politica sembra mutata

Simone Olivelli

«La maggioranza non c'è». Parola di Gianfranco Miccichè. Il presidente dell'Ars, questa mattina, ha incontrato i giornalisti in occasione dello scambio degli auguri natalizi. L'incontro arriva all'indomani dall'approvazione da parte della giunta Musumeci del legge finanziaria, che a breve dovrà finire prima in commissione e poi a sala d'Ercole per l'esame del testo da parte dei settanta deputati regionali. Un passaggio che il presidente della Regione spera possa essere veloce, così da evitare il ricorso all'esercizio provvisorio, ma che, stando a quanto accaduto in occasione delle votazioni alle modifiche alla legge di bilancio 2018 e ancora prima per altri ddl, potrebbe rivelarsi ancora più torturoso.

Il nodo è sempre lo stesso: gli equilibri all'interno dell'Ars sono molto labili, e la maggioranza è tutt'altro che solida. Un concetto, più che una concreta realtà. «Si può fare una legge elettorale che preveda la vittoria di una coalizione senza maggioranza con i meccanismi parlamentari che prevedono il numero legale? - ha detto Miccichè -. Se l'opposizione volesse potremmo chiudere l'assemblea. Bisogna cambiare questa legge e dare un premio di maggioranza a chi vince, in modo da governare». Guardando a ciò che è stato in questi dodici mesi, il commissario forzista ha ammesso le difficoltà in Aula. «C'è chi sta lavorando per renderlo più difficile, ma io sto lavorando per renderlo di meno. Dobbiamo dare una mano al governo e lo dico perché faccio parte della maggioranza», ha sottolineato.

Sul tema costi della politica, Miccichè ha commentato: «Quest'anno l'Assemblea è costata quattro milioni in meno dell'anno precedente, quindi finiamola con la demagogia. Oggi in consiglio di presidenza per l'anno prossimo - è andato avanti il presidente dell'Ars - discuteremo di prevedere un risparmio di un ulteriore milione e mezzo». Miccichè si è spinto oltre, difendendo il lavoro dei dipendenti di sala d'Ercole. «Sono state mosse critiche ingiuste. Soltanto l'Ars ha limiti allo stipendio, non ne hanno né Camera né Senato. Desidero ringraziare tutti i dipendenti che grazie alle economie sugli stipendi, hanno raccolto 85mila euro che ieri abbiamo donato a Biagio Conte, un bel sacrificio per aiutare la collettivita».

Sul futuro politico personale, in un momento in cui la geografia politica è cambiata e con l'ipotesi da più parte ventilata di un avvicinamento delle forze che si considerano anti-populiste, indipendentemente dal campo ideologico fin qui occupato, Miccichè si è soffermato sul rapporto con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. «Oggi non credo di avere contrasti con Leoluca Orlando e siccome siamo in un momento pericoloso, bisogna mettersi assieme per evitare il pericolo - ha ammesso -. Non lo so dove vado, perché secondo me in politica ora nessuno lo sa».

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