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Dal Venezuela in Sicilia alla ricerca dei fratelli
Yulie in giro per l'isola con una foto e due nomi

Oggi ha 54 anni. L'ultima volta che ha visto suo padre ne aveva nove. Adesso però Yulie Guevara ha attraversato l'oceano alla ricerca delle sue origini. Trovando a Catania l'aiuto della proprietaria di un B&b e di altre persone

Rossella Cirrone

Yulie Guevara, 54 anni, viene da Valencia, Venezuela. È qui che nel lontano 1955 sua madre Carmen incontra Tullio, un siciliano in trasferta in Sud America per motivi di lavoro, con il quale avrà una bambina, Yulie. Questa bambina oggi è tornata in Sicilia, alla ricerca delle sue origini e dei suoi fratelli.

«Non so niente di loro – spiega Yulie – solo i loro nomi: Carlo e Franco Dell’Aglio. Non ho avuto il tempo per conoscere qualcosa in più della loro storia e di quella di mio padre». Tullio Dell’Aglio, infatti, muore poco tempo dopo aver incontrato per la prima e unica volta la figlia a Valencia: «Un giorno mia madre mi portò nella capitale. Avevo nove anni, stavamo passeggiando – racconta a MeridioNews Yulie – quando una macchina si fermò accanto a noi. Scese un uomo, al quale mia madre disse “questa è la mia bambina”». 

Tullio passa i sei mesi successivi a riempire la figlia di regali e attenzioni, le racconta dei suoi fratelli in Sicilia avuti dal matrimonio con un’altra donna e le lascia qualche racconto e un paio di foto che Yulie ci mostra. L’uomo vuole anche riconoscerla, ma la madre si oppone: «Aveva paura che lui mi portasse in Italia. In Venezuela le madri single non erano protette e se mi avesse riconosciuta, mi avrebbero di sicuro affidata a lui che era molto ricco». Improvvisamente Tullio annuncia la sua partenza e il ritorno nell’isola: «Mi disse che sarebbe dovuto tornare in Italia per motivi di salute; da piccola avevo sentito che aveva problemi ai reni, forse è tornato in Sicilia per delle cure mediche ma è solo una supposizione». Da quel momento Yulie perde le tracce del padre, che muore poco dopo il ritorno in Italia. Yulie non chiede nient'altro alla madre e decide di andare avanti con la sua vita, fino a quando non incontra Yoyo, suo marito. «Quando gli ho parlato della mia storia e si è subito interessato ad aiutarmi».

Dopo aver interrogato il consolato italiano a New York e aver effettuato alcune ricerche online – ma con un nulla di fatto – marito e moglie decidono di organizzare un viaggio in Europa in occasione del loro quindicesimo anniversario di matrimonio. Dopo aver toccato le principali città italiane, arrivano in Sicilia, dove visitano Palermo e Agrigento. Ma è a Catania che Yulie decide di fermarsi per approfondire la sua ricerca. Una scelta istintiva, poco razionale, ma dettata da quella che lei definisce «un'emozione fortissima provata sul treno che mi portava qui, ho sentito che eravamo nel posto giusto per cercare i miei fratelli».

È a questo punto che entra in scena Francesca Fassari, proprietaria del B&b catanese Acanthus in piazza Stesicoro, nel quale Yulie e suo marito soggiornano. «Quando sono arrivati, mi hanno raccontato la loro storia, come succede molto spesso con tanti dei miei ospiti. Sono una persona molto socievole e curiosa, mi piace definirmi connecting people». Commossa e al contempo divertita, la donna catanese decide di pubblicare un annuncio su Facebook. «La storia di Yulie mi ha coinvolto; dopo averci riflettuto le ho chiesto se potevo pubblicare su Facebook e Instagram la sua vicenda e le foto dei due fratelli che mi aveva precedentemente mostrato». Non è la prima volta, d'altronde, che Francesca si imbatte in storie simili: «Tempo fa ho ospitato una signora dall’Australia scappata da Messina dopo il terremoto e alla ricerca dei suoi parenti». Il post è stato condiviso da molte persone, alcune in particolare si sono attivate per cercare i due fratelli.

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