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Ars, il mistero della strana coppia Fava-Trizzino
Presentata interrogazione congiunta su una Srr

L'atto parlamentare chiede le ragioni dello stallo della Srr Palermo Ovest, in cui lavorano una cinquantina di persone. Ma a saltare agli occhi è la doppia firma in coda al documento, quella del pentastellato al fianco dell'ex candidato governatore 

Miriam Di Peri

Un’interrogazione congiunta per chiedere notizie in merito alla mancata operatività della Srr Palermo Ovest, che dovrebbe gestire la raccolta dei rifiuti in 23 Comuni della provincia di Palermo. L’atto ispettivo parlamentare è stato presentato da una strana coppia, che non è passata inosservata tra i corridoi del Palazzo.

La doppia firma è quella di Claudio Fava, presidente della commissione regionale antimafia, e Giampiero Trizzino parlamentare regionale del Movimento 5 stelle e componente della commissione ambiente. Nel testo, i due deputati chiedono i motivi del ritardo nella costituzione del consiglio di amministrazione e una vigilanza sugli affidamenti del servizio a ditte private.

Al di là dei contenuti del provvedimento, quello che salta agli occhi, appunto, è la doppia firma Trizzino-Fava, a pochi giorni dalle dichiarazioni che proprio l’esponente della fronda Fico del Movimento 5 stelle ha affidato a Meridionews, dissociandosi dalla proposta di Giancarlo Cancelleri di siglare un mini-contratto di governo con Nello Musumeci.

Secondo i diretti interessati, si tratterebbe soltanto di una condivisione d’intenti su una questione specifica. Anche se lo scenario appare più quello di un interesse reciproco tra due persone che non vogliono, però, svelare le proprie carte all’altro. Così Trizzino taglia corto dicendo di essere stato contattato da Fava. E dagli uffici di Fava si sottolinea che sarebbero stati gli stessi operatori della Srr a richiedere un supplemento di impegno tra i due, che in passato avevano seguito separatamente la stessa vertenza.

Il dato di fatto è che l’interrogazione parlamentare è stata depositata con entrambe le firme. Secondo il presidente dell’antimafia, «la mancata operatività della Srr ha costretto i Comuni a ricorrere a ditte private, con un aumento dei costi e una maggiore difficoltà nelle operazioni di controllo e vigilanza. Serve una rapida risoluzione che elimini questa anomalia e che consenta la piena operatività della Srr Palermo Ovest, sia per completare l'assorbimento del personale dell'ex Ato Palermo 2 sia per garantire una gestione ordinaria dei servizi di raccolta e conferimento».

Se Fava guarda all’aspetto legato ai noli a caldo e al ricorso a ditte terze per la raccolta dei rifiuti, Trizzino invece guarda alla governance della società. «È singolare - sottolinea - che non sia ancora stato formato il Cda, che avrebbe dovuto essere operativo da almeno un anno e che il commissario straordinario nominato a marzo dello scorso anno non abbia ancora reso operativa la Srr, assicurando anche il passaggio di circa una cinquantina di dipendenti tra personale amministrativo e operatori ecologici dell'ex Ato rifiuti Palermo 2, oggi in liquidazione».

«Ci chiediamo - conclude Trizzino - a chi giovi questa gestione schizofrenica e perché finora la Regione Siciliana non sia intervenuta, imponendo un aut-aut ai Comuni inadempienti». I Comuni che costituiscono la Srr Palermo Ovest sono Bisaquino, Bolognetta, Campofiorito, Camporeale, Castronovo di Sicilia, Corleone, Chiusa Sclafani, Giuliana, Godrano, Misilmeri, Monreale, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi, Prizzi, Roccamena, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Vicari, Lercara Friddi, Contessa Entellina, Marineo, Roccapalumba e Santa Cristina Gela, insieme alla ex Provincia di Palermo.

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