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Il cardinale Montenegro lascia la direzione Caritas
«Nel bisogno non può servire soltanto la sicurezza»

Il vescovo di Agrigento lascia l'incarico nazionale, «una scelta sofferta», dice. Per poi tornare sul decreto sicurezza del governo: «L'invisibilità dei nuovi irregolari dipende dalla nostra capacità di non avere gli occhi aperti»

Redazione

"E' una scelta sofferta, che ho maturato dopo una lunga riflessione, fatta di confronto e di lettura della situazione. Oggi, per senso di responsabilita' nei confronti della diocesi di Agrigento che mi e' stata affidata dieci anni fa, mi ritrovo a dover scegliere di rimettere il mandato di presidente della Commissione episcopale per il servizio della carita' e la salute". Con queste poche parole il cardinale Francesco Montenegro ha rassegnato le dimissioni dall'incarico che i vescovi italiani gli avevano affidato nel maggio del 2015. Il cardinale, di conseguenza, decade anche dalla presidenza di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. Lo riferisce il Sir.

"Prima di dirvi ciao vi dico grazie e ci metto tutto me stesso, perche' il mondo Caritas e' stato fondamentale per tutte le mie scelte". Con queste parole e tanta commozione il cardinale Francesco Montenegro ha comunicato al Consiglio nazionale di Caritas Italiana la sua "sofferta decisione" di rimettere il mandato di presidente della Commissione episcopale per il servizio della carita' e la salute e, di conseguenza, anche della Presidenza di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. 

Il cardinal Montenegro era di nuovo Presidente di Caritas Italiana dal maggio del 2015, dopo esserlo stato anche in precedenza, dal 2003 al 2008. "A lui - sottolinea Caritas in una nota - va la gratitudine del direttore, di tutti gli operatori di Caritas Italiana e delle Caritas diocesane per questi anni in cui ci ha accompagnato e guidato con grande umanita', capacita' di dialogo e lungimiranza. Affidiamo al Signore il suo impegno futuro nella certezza che, nel proseguire il suo servizio alla Chiesa, continuera' ad essere un pastore attento e capace di ascoltare e far ascoltare il grido dei poveri per cercare di aiutarli a riprendere la vita con dignita'".

"Che fine faranno ora i nuovi irregolari bisogna chiederlo a chi ha preso determinate decisioni. Lui avra' visto bene, avra' visto meglio ma ho l'impressione che non saranno invisibili perche' non li vediamo piu' ma perche' stiamo trovando la formula migliore per chiudere noi gli occhi per non vederli e la loro invisibilita' dipende dalla nostra capacita' di non avere gli occhi aperti". Lo dice il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento ed ex presidente Caritas, sugli effetti del decreto sicurezza, convertito in legge, a margine della presentazione di un audiolibro promosso dalla Caritas. "Dove ci sono uomini in necessita', nel bisogno - continua il card. Montenegro - non credo che sia solo la sicurezza quello che ti garantisce che tutto sia messo in ordine perche' la sicurezza non guarda il cuore, l'uomo ha bisogno anche di cuore soprattutto se e' in difficolta'". 

"Qui non si tratta di buonismo - aggiunge-, e' facile la formula del buonismo, il buonismo e' quando io ti do l'elemosina e non mi interessa niente di te, ma l'amore e' camminiamo insieme, cerco di farti arrivare dove devi arrivare e lo faccio perche' mi sento in debito col mondo perche' anche i miei sono partiti e sono stati accolti e loro hanno avuto una vita diversa. Allora ho un debito da pagare, lo sto pagando nei tuoi riguardi, non sei un peso ma sei per me la possibilita' di un mondo diverso mentre gridando, digrignando i denti penso che il mondo diverso non si costruira', la sicurezza diventera' piu' egoismo che sicurezza".

(Fonte: Ansa)

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