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Zero robotics, in testa c'è una scuola di Trapani
«Anche noi senza soldi, forse aiuto dai sindaci»

Negli ultimi giorni la competizione promossa dal Mit di Boston è finita sui giornali per quella che è stata definita una bufala alimentata dagli allievi di un istituto scolastico di Napoli. «Informazioni trasmesse male», dichiara a MeridioNews il preside siciliano 

Simone Olivelli

«Più che bufala, un'informazione trasmessa male. In ogni caso va dato merito a entrambi gli istituti ma anche a tutti gli altri che, nonostante i pochi investimenti nell'istruzione, riescono a fare bene anche a livello internazionale». Prova a smorzare i toni Erasmo Miceli, preside dell'Istituto tecnico Leonardo Da Vinci di Trapani che sta partecipando alla competizione Zero robotics organizzata dal Mit di Boston, con ottimi risultati. Il team trapanese, formato da cinque ragazzi che frequentano il terzo e quarto anno, ha concluso in testa la fase denominata 3D Competition. Subito dietro c'è il Righi di Napoli.

L'attenzione attorno alla manifestazione è aumentata in seguita a quella che è stata definita una bufala: i ragazzi campani, dopo avere fatto presente di non avere i soldi per andare a Boston, una delle sedi in cui si svolgerà la fase finale di Zero robotics, hanno ricevuto la solidarietà di alcuni esponenti politici. Dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, fino al vicepremier Luigi Di Maio. Quest'ultimo ha promesso un impegno diretto del governo a finanziare il viaggio degli studenti del Righi. In realtà, però, in testa alla competizione finora c'è stato il Da Vinci di Trapani. «Siamo soddisfatti del risultato ma siamo consapevoli che ancora siamo lontani dalla vittoria - commenta Miceli a MeridioNews -. La prossima fase, infatti, vedrà impegnate le scuole alleate tra loro, in gruppi da tre istituti, e si ripartirà da zero». Nello specifico, il Da Vinci ha scelto di formare il team con un istituto di Saratoga e uno di Portland, entrambi negli Stati Uniti. 

Sulla presunta bufala che è rimbalzata nelle scorse ore, il dirigente scolastico è cauto: «Anche i ragazzi napoletani hanno dimostrato il proprio valore e saranno in gioco in finale, in realtà credo abbiano soltanto fatto presente le difficoltà economiche del proprio istituto». Difficoltà che anche i giovani alunni del Da Vinci conoscono. «Le scuole non possono permettersi di pagare la trasferta agli alunni e ciò dispiace, ma è una condizione nota - va avanti Miceli -. Nel nostro caso a venirci incontro potrebbero essere i sindaci dei Comuni dove risiedono i partecipanti alla competizione. Nei prossimi giorni avremo una riunione, ma hanno già fatto sapere di essere interessati a dare una mano». Agli studenti da qui in avanti toccherà perfezionare il lavoro svolto finora, con il confronto con i componenti dei team alleati. «Ogni scuola ha prodotto un codice di programmazione per i cosiddetti spheres, piccoli satelliti che verranno testati nella fase finale all'interno della stazione spaziale internazionale», spiega Miceli.

In attesa che la competizione riprenda si attende che la polemica mediatica rientri. In tal senso, nelle ultime ore, il Comitato guida italiano Zero robotics starebbe valutando la possibilità di offrire ai potenziali sponsor un canale ufficiale con cui finanziare i viaggi delle scuole ancora in gara (non solo Napoli e Trapani). Al contempo pare sia stato chiesto alla dirigente scolastica del Righi di non accettare fondi esclusivamente per il proprio istituto. I vertici del comitato dovrebbero incontrare domani il ministro per lo Sviluppo economico Di Maio per ragionare su come sostenere da qui in avanti, indipendentemente dai clamori mediatici, il progetto Zero robotics. «L'auspicio più importante è che si torni a investire nell'istruzione a tutti i livelli, perché i ragazzi meritano di avere le possibilità di formarsi al meglio. Anche perché - conclude Miceli - a beneficiarne sarebbe l'intera società».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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