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Legambiente, qualità della vita nei capoluoghi siciliani
Enna recupera 21 posizioni, l'ultimo posto a Catania

Il rapporto dell'associazione si basa su 17 parametri e cinque macroaree e fotografa l'ecosistema urbano delle città italiane. Agrigento la migliore per verde urbano fruibile ma a Palermo ci sono più alberi in proporzione ai cittadini. A Trapani nessuna isola pedonale

Danilo Daquino

Anche quest’anno i capoluoghi siciliani si collocano agli ultimi posti nella classifica del 25esimo rapporto Ecosistema urbano di Legambiente, stilato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. Il resoconto prende in esame i dati del 2017 e si basa su 17 parametri raggruppati in cinque macroaree: aria, acqua, rifiuti, trasporti, ambiente, energia. Ad aggiudicarsi l’ultimo posto è ancora una volta una città dell’Isola, Catania, che dalla centesima posizione dell’anno scorso è scesa alla 104esima, preceduta dalla provincia di Agrigento, 103esima. Palermo si classifica al centesimo posto, Siracusa 99esima, Trapani 97esima, Ragusa 86esima, Messina 84esima, Enna 83esima – guadagna 21 posizioni rispetto all’ultima posizione dello scorso anno – e infine Caltanissetta all’81esimo posto.

Tra le città siciliane con la più alta presenza di polveri sottili, spicca al primo posto Palermo con un valore medio annuale di 30,2 ug/mc, seguita da Siracusa, Catania e Caltanissetta con valori pressoché simili. A Ragusa, Messina, Trapani e Agrigento si respira leggermente meglio, ma a vincere la partita è Enna, cui va il primo posto anche a livello nazionale, con una media annuale di 14,3 ug/mc.

Nel Trapanese, si registra un consumo di acqua potabile per uso domestico di 99,5 litri per abitante al giorno. La provincia è terza nella classifica nazionale, con il dato inferiore rispetto alle altre città: Siracusa, per esempio, consuma 157,7 litri, poi c’è Messina 145,6 litri preceduta da Palermo dove si registrano 145,4 litri per abitante, e infine Catania (132,4 litri), Ragusa (131,8 litri), Enna (124,8 litri), Caltanissetta (120,6 litri) e Agrigento (100,5 litri).

Nel rapporto di Legambiente, le province di Trapani, Palermo e Messina compaiono tra quelle che presentano valori ancora inferiori al 15 per cento di raccolta differenziata. In testa, sempre guardando all’Isola, compare Ragusa con il suo 18,2 per cento. Le altre, invece, non riescono a raggiungere nemmeno il dieci per cento, si tratta delle città di Catania 9,3 per cento, Agrigento 9,1 per cento, Enna 9 per cento, Caltanissetta 8,5 per cento. Fanalino di coda Siracusa, ferma ancora al 2,8 per cento.

Sul fronte della mobilità, con 46 viaggi sui mezzi pubblici per abitante l’anno, Messina supera Palermo e Catania, che raggiungono rispettivamente 43 e 39 passeggeri. Rispetto alle due, però, la città metropolitana Messinese è quella dove si registra meno percorrenza di trasporto pubblico: 20 km-vettura per abitante l’anno, contro i 22 del Palermitano e del Catanese. Sotto la soglia dei 10 passeggeri per abitante, ci sono Agrigento (10), Ragusa (7) e Caltanissetta (7), e infine Trapani con 21 passeggeri per abitante, mentre non sono state pubblicate informazioni riguardanti Enna e Siracusa. Spazio anche ai dati sui metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti, dove le città siciliane non eccellono. La peggiore è Messina, con 0,88 metri. Prima, invece, Agrigento con 3,17 metri, seguita da Siracusa che arriva a 2,13 metri, Catania con 2,07 metri, Palermo con 1,67 metri, Ragusa con appena 1,64 metri e Trapani con 1,17 metri. 

Ad Agrigento resta il primato di verde urbano fruibile, 79,0 metri quadrati per abitante, anche se rimane al di sotto dei cinque alberi ogni cento abitanti, insieme a Trapani e Catania, mentre a Messina ci sono otto alberi su cento abitanti. Riesce a fare meglio Palermo, con undici alberi su cento abitanti; non sono disponibili dati, invece, per Ragusa e Siracusa. La provincia aretusea, con 0,05 metri quadrati per abitante, è anche quest’anno quella con la minore estensione pro capite di isole pedonali. Poco più sopra, Agrigento con 0,06 metri quadrati di superficie stradale pedonalizzata per abitante, Enna con 0,12 metri, Catania con 0,19 metri, Messina con 0,25 metri, Caltanissetta con 0,28 metri, meglio Palermo (0,50 metri) e Ragusa (0,52 metri). Mentre Trapani resta in fondo alla classifica, con nessuna isola pedonale, in compenso si è scrollata di dosso il triste primato di incidenti stradali, che l’anno scorso l’aveva vista protagonista a livello nazionale. Il dato di quest’anno è appena minore ma ugualmente preoccupante: 9,32 morti ogni mille abitanti. Nella regione, quello più basso è ad Agrigento, con 3,76 morti ogni mille abitanti, nonostante nell’Agrigentino circolano più auto, 70 ogni cento abitanti.

Nel dossier viene citata anche l’anagrafe canina, lo strumento che consente di conoscere il numero di cani con padrone presenti in città. In Sicilia in totale sono 673.119 gli animali a quattro zampe censiti, più o meno sulla media nazionale, secondo quanto si legge nel documento, dove si fa il punto anche sulle aree parco dedicate: «Mentre a Milano c’è un’area cani ogni 3.527 cittadini, a Messina il rapporto è 1 a 80.532». Per quanto riguarda le energie rinnovabili, fotovoltaico e termico pubblico installate su edifici pubblici ogni mille abitanti, è ancora il capoluogo nisseno a tenere testa, con 9,66 kilowatt. A seguire Ragusa con 7,54 kilowatt, Catania con 5,57 kilowatt, Agrigento che con 2,51 supera Messina, dove invece la potenza è di 2,06 kilowatt, Enna con 1,69 e Trapani con 1,03 kilowatt. Ferma a 0,25 Siracusa, che rimane in fondo alla classifica, seguita solo da Palermo con 0,20 kilowatt.

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