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Mafia e scommesse, indagato campione di poker
Eros Nastasi legato al nipote di Nitto Santapaola

A Messina nell'operazione Beta2 spunta il nome del noto giocatore di Texas Hold'em. La Procura lo accusa di associazione mafiosa, ma il giudice ha respinto la richiesta dei magistrati. «Principale, non ti abbandonerò mai», diceva a Vincenzo Romeo

Salvo Catalano

C'è anche Eros Nastasi, noto giocatore internazionale di poker, tra gli indagati dell'operazione Beta 2, seconda parte della maxi-inchiesta che ha portato la Direzione distrettuale antimafia di Messina a svelare l'estesa rete di business del gruppo mafioso Romeo-Santapaola nella città dello Stretto. Nastasi, 28 anni, è accusato di associazione mafiosa e in particolare di avere un ruolo centrale negli interessi sulle scommesse e nei videopoker. Per lui il giudice non ha condiviso le volontà della Procura che ne aveva chiesto l'arresto, ma ha riconosciuto «i legami con Vincenzo Romeo (nipote di Nitto Santapaola e considerato il capo del gruppo, ndr) e con Massimo Laganà (braccio destro di Romeo nel settore dei giochi online, ndr)». Secondo il gip però si tratterebbe solo di «una collaborazione, più che di un rapporto strutturato associativo». Di diverso avviso i magistrati messinesi che lo ritengono organico all'associazione. 

Nastasi sin da giovanissimo ha scalato i vertici del Poker Texas Hold'em in Italia, vincendo numerosi premi, tra cui il titolo di campione italiano a soli 20 anni all'Italian Poker Tort a Campione d'Italia. Nel frattempo però, secondo i pm, avrebbe stretto legami con Romeo, massima espressione, scrivono i magistrati, di «una mafia pulita, ricchissima e impunita, posta nel salotto bene della città». A parlare di Nastasi sono due collaboratori di giustizia, Rosario Lanzafame, imprenditore siracusano del settore dei giochi, dipendente della Planet Win e in contatto con i maggiori operatori del settore, e l'imprenditore Biagio Grasso, sulle cui dichiarazioni si è basato buona parte del nuovo filone di indagini. In particolare, secondo quest'ultimo, Vincenzo Romeo avrebbe avuto anche interessi nelle vincite dei tornei da parte di Nastasi

«Principale!», esordisce il giovane giocatore di poker al telefono con il nipote di Nitto Santapaola che risponde: «Principale sei tu... minchia mi hai abbandonato pure tu». Ricevendo in cambio un giuramento di fedeltà. «Non ti abbandonerò mai io». «Almeno un torneo potevi vincerlo ogni tanto... non ti dico cinque o sei, però almeno il tavolo finale», lo incalza Romeo. «Niente, ho fatto ventiseiesimo, Enzo...». «Ma porca miseria maledetta, c'è un malocchio... una cosa dritta non va». Da altre intercettazioni emergerebbe invece che è Romeo a vantare un debito di 50mila euro nei confronti di Nastasi. 

Il 28enne recentemente è finito indagato anche nell'inchiesta sul calcio scommesse a Messina nel sistema di truffe che sarebbe stato messo in piedi dall'ex calciatore Arturo Di Napoli. Per questa vicenda la Procura aveva chiesto l'arresto di Nastasi che però, anche in quel caso, è stato rigettato. 

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