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Danni alluvione, Musumeci attacca il Genio civile
«Negligenze nella sicurezza, ora chi sbaglia paga»

Il governatore ha annunciato un'indagine per capire quali responsabilità abbiano avuto i vertici delle strutture di Palermo e Catania. Sotto osservazione l'operato del dipartimento regionale tecnico. A pesare però sono la scarsità di risorse e la burocrazia

Simone Olivelli

«Gravi negligenze e mala amministrazione». Sono pesanti le accuse, seppure al momento poste sotto forma di ipotesi, che il presidente della Regione, Nello Musumeci, rivolge ai vertici del Genio civile di Catania e Palermo. Il tema è quello della mancata manutenzione degli alvei di fiumi e torrenti, da anni è oggetto delle lamentelel di sindaci e agricoltori. La questione è tornata al centro dell'attenzione in seguito ai violenti nubifragi che si sono registrati la scorsa settimana in buona parte dell'Isola, causando ingenti danni alle coltivazioni ma anche nei centri abitati come Piazza Armerina

Il governatore in una nota ha dichiarato di volere vederci chiaro sull'operato delle strutture che fanno riferimento al dipartimento regionale tecnico. «Nella gestione dell'Ufficio del Genio civile di Catania emergono ipotesi di grave negligenza e di mala amministrazione, soprattutto in relazione alle omesse azioni preventive per la sicurezza degli alvei dei corsi d'acqua. Ho disposto un'immediata attività ispettiva affinché entro le prossime 24 ore vengano accertate le responsabilità - si legge in una nota -. Analoga indagine ho disposto a carico dei vertici del Genio civile di Palermo, per le medesime circostanze, mentre voglio verificare la corretta attività di vigilanza esperita dal dirigente generale del dipartimento regionale tecnico. Non è più tollerabile che, per dolo o per colpa di chi ricopre ruoli di alta responsabilità, debbano pagare sempre e solo i cittadini. Da adesso, alla Regione chi sbaglia paga».

Quella della manutenzione - pulizia dei letti ma anche ricostruzione degli argini - è un compito che in passato era stato affidato agli uffici del Genio civile, ma che nel corso del tempo ha coinvolto anche il dipartimento regionale al Territorio. A pesare sopra ogni cosa, però, sono state le scarse risorse messe a disposizione degli interventi. Quest'anno per la prima volta sei milioni di euro sono stati inseriti nella legge di stabilità regionale, insieme alla creazione dell'Autorità di bacino, nuovo ramo della pubblica amministrazione che dovrebbe occuparsi specificatamente del bacino idrografico dell'Isola, ma che al momento deve ancora entrare a regime. Fatto questo che ha portato in tempi non sospetti a prevedere una spesa soltanto a stagione delle piogge avanzata.

A ciò va aggiunto la lentezza nell'uso dei fondi europei. Risale infatti al 2015 una graduatoria con poco meno di trenta progetti su cui la Regione aveva dato il via libera. Interventi complessivamente del valore di altri sei milioni di euro che però a oggi non risultano essere stati effettuati. L'utilizzo delle somme sarebbe spettato proprio al Genio civile, perlomeno fino a marzo quando la competenza è passata agli uffici del commissario straordinario per il rischio idrogeologico. Contattati da MeridioNews, i vertici del dipartimento regionale tecnico hanno preferito non commentare le parole di Musumeci. 

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