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Morto Mugavero, voce dei siciliani in Australia
«Vita spesa per promuovere cultura dell'Isola»

Orgoglioso delle proprie origini siciliane, Sam Mugavero è stato importante nella vita della comunità dei corregionali a Sydney. «Un uomo fuori dal comune con Agira e la sua terra sempre nel cuore», racconta l’amico a MeridioNews

Concetta Purrazza

«Sarebbe bello se la sua Agira gli dedicasse una via. Farò il possibile perché ciò possa accadere. Un grande uomo come lui non può essere dimenticato». È la promessa che Pietro Paolo Poidimani, presidente dell’associazione nazionale Siciliani e italiani nel mondo, fa all’amico Sam Mugavero, una delle voci più significative della comunità siciliana e italiana in Australia, scomparso lunedì a Sydney. 

Parla con la voce rotta dall’emozione Poidimani e racconta a MeridioNews, la storia di un «uomo fuori dal comune con la Sicilia e Agira nel cuore». Maggiore di otto fratelli, Sam nasce 85 anni fa ad Agira, piccolo comune dell’entroterra siciliano in provincia di Enna. Dei primi anni della sua infanzia non dimenticherà, rivela l’amico «gli orrori della guerra e i bombardamenti del 1943». A 10 anni si occupa già dei fratelli più piccoli e della madre perché il padre lavora lontano da casa. Scopre presto la passione per la musica e comincia a esibirsi per aiutare economicamente la famiglia. 

Sam Mugavero

Dopo un periodo come restauratore per conto della Soprintendenza ai monumenti, parte alla volta di Parigi. Ma la distanza dalla fidanzata Maria, che da Agira si è trasferita con la famiglia in Australia, diventa intollerabile. Decide, così, di raggiungerla per chiederla in sposa e convincerla a seguirlo nella capitale francese. I giorni diventano mesi e i mesi anni, fino alla decisione di restare, per amore della moglie, in quella nuova terra. «Era un tipo romantico, d’altri tempi», ricorda l'amico. 

A Sydney, Sam si cimenta nelle più svariate professioni: calzolaio, artigiano, incisore, assicuratore, fotografo. La sua condizione di immigrato, lo avvicina alle comunità italiane presenti in Australia. «Durante il terremoto del Belice del 1968, collaborò con mamma Ebe, immigrata bergamasca e punto di riferimento degli italiani in Australia, per aiutare i siciliani in difficoltà - racconta Poidimani - Pianificò una raccolta fondi invitando molti cantanti a esibirsi e l’evento fu un successo». 

L’amore per la propria terra lo spinge a fondare Trinacria e l’associazione Agira. Co-fondatore del Cas (Coordinamento associazioni siciliane a Sydney), direttore della testata Il Ficodindia, socio fondatore del Club Guglielmo Marconi e corrispondente del giornale La Fiamma ha dedicato tutta la sua vita alla promozione della cultura e delle tradizioni siciliane. «Ripeteva sempre di essere orgoglioso della sua città - afferma l'amico - che narrava come patria di Diodoro Siculo, il più grande storico dell’antichità. Da lì era passato Ercole che aveva compiuto una delle dodici fatiche, lì era giunto San Fulippuzzu detto u niuri, il più grande asceta della cristianità». 

Tra tristezza e commozione, l’amico ripercorre i momenti più belli della loro amicizia. «La prima volta che conobbi Sam - ricorda - rimasi colpito dal suo inguaribile ottimismo e dalla sua cultura. Non dimenticherò mai le nostre giornate trascorse insieme in giro per Sydney e dintorni, a intervistare i nostri connazionali immigrati in Australia. La sua morte è un vuoto incolmabile». 

Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutto il mondo. A ricordarlo sui social network anche un post dei soci del Cas. «Curioso, altruista, sagace, poliedrico, amante della musica, dell’arte, della cultura italiana, Sam - si legge - ha scritto pagine importanti nella vita della comunità italiana a Sydney, dalla prima metà degli anni Sessanta a oggi. Per qualcuno se ne va un collega, per altri un confidente, un presidente, un artista. Per altri ancora un fotografo, un maestro, un mecenate, un editore, un direttore. Per tutti, un grande amico».

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