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Rifiuti fuori dalla Regione, quattro ditte si fanno avanti
Affare da 50 milioni, pagheranno Comuni inadempienti

Pubblicato l'esito della manifestazione d'interesse: le proposte sono arrivate da tre aziende siciliane e una trentina. Dal 1 ottobre i Comuni con meno del 30 per cento di differenziata rischiano di pagare la spedizione 200 euro a tonnellata

Salvo Catalano

Quattro ditte sono disposte a portare i rifiuti siciliani lontani dall'Isola. A peso d'oro. Sono quattro le aziende che hanno risposto alla manifestazione d'interesse della Regione pubblicata a maggio. Si tratta della siracusana Tech Servizi, della catanese Sicula Trasporti, della Vincenzo d'Angelo srl, di Alcamo, e della Pa Service srl, di Bolzano. In totale si parla di spedire oltre i confini siciliani - sia via mare che via gomma - un massimo di circa 230mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, dopo trattamento, a un prezzo che si aggira sui 200 euro a tonnellata. Il tutto sulle spalle dei Comuni, che per legge devono coprire le spese del servizio esclusivamente con la Tari. La spesa raggiungerebbe quasi il doppio di quello che attualmente pagano i Comuni per conferire nelle discariche siciliane. Un affare che, in soli sei mesi, muoverebbe quasi 50 milioni di euro. 

La spedizione dei rifiuti oltre lo Stretto - strada già studiata dal precedente governo Crocetta e poi mai attuata - è solo un tassello della strategia della giunta Musumeci per riorganizzare il sistema dei rifiuti. E servirebbe a evitare la saturazione delle discariche siciliane, visto che la percentuale di differenziata nell'Isola non riesce ad attestarsi su percentuali sufficienti: ad aprile era al 28 per cento di media regionale, affossata dalle pessime performance delle grandi città (le peggiori Catania e Siracusa, con Palermo e Messina poco dietro). Per questo la struttura commissariale nata dopo i poteri emergenziali concessi da Roma, ha fissato il 35 per cento come soglia da raggiungere per tutti i Comuni, prima stabilendo la data limite nel 30 giugno, poi spostandola al 30 settembre. Dal 1 ottobre nessun Comune potrà conferire in discarica più del 70 per cento dei suoi rifiuti. Chi, di conseguenza, avrà raggiunto il 30 per cento di differenziata non avrà problemi. I Comuni inadempienti dovranno spedirli fuori dalla Sicilia. Facciamo un esempio: se Catania manterrà la percentuale di differenziata sotto il 10 per cento, il restante 20 per cento andrà inviato altrove. 

Ed ecco che per questo la Regione, a maggio, ha pubblicato una manifestazione di interesse di cui il 6 luglio è stato reso noto l'esito. La Tech Servizi di Floridia «ha manifestato l’interesse per il servizio di trasporto, recupero e/o smaltimento al di fuori del territorio Regionale, dei rifiuti urbani già trattati presso gli impianti presenti in tutto il territorio regionale ed aventi codice CER 19.12.12 (rifiuti, compresi materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti). In un arco temporale di circa 4/6 mesi le quantità complessive trattabili per tale tipologia di rifiuti oscillerebbero tra 20.000 e 60.000 tonnellate».  

La trentina Pa Service s.r.l., colosso nel trasporto dei rifiuti e in prima fila anche in Campania, ha «invece, manifestato l’interesse per il servizio di trasporto via mare, recupero e smaltimento in ambito internazionale dei rifiuti provenienti dal solo impianto palermitano di Bellolampo, aventi codici CER: 19.12.12 altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi; 19.12.10, rifiuti combustibili (CDR: combustibile derivato da rifiuti); 20.03.01, rifiuti indifferenziati residui». La disponibilità ammonta a 1.200 tonnellate al giorno, ovvero 10mila tonnellate al mese, in totale 70mila tonnellate. «L'impresa - si legge - è altresì disponibile a valutare il trasporto, il recupero e/o lo smaltimento, al di fuori del territorio della Regione Siciliana, dei rifiuti provenienti da altri impianti della Sicilia».

La D'Angelo Vincenzo, di Alcamo, (il cui stabilimento la scorsa estate è stato colpito da un gravissimo incendio), «ha risposto comunicando la possibilità di esportazione di 50mila tonnellate di rifiuto codice CER 19.12.10, rifiuti combustibili (CDR: combustibile derivato da rifiuti)». Infine la Sicula Trasporti, proprietaria della discarica Grotte San Giorgio di Lentini, «ha manifestato l’interesse per il servizio di trasporto e smaltimento al di fuori del territorio Regionale, dei rifiuti aventi codice CER 19.12.12, altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti. In particolare, i rifiuti urbani verrebbero trattati presso l’impianto di proprietà della citata società, la frazione di sopravaglio verrebbe avviata alla spedizione transfrontaliera mentre la frazione umida di sottovaglio, dopo opportuna stabilizzazione, verrebbe smaltita presso le discariche locali. Per quanto concerne le quantità di rifiuti trattate da avviare a spedizione la Sicula Trasporti s.r.l. ritiene possibile effettuare un carico da 3mila tonnellate ogni 10/15 giorni». La Regione adesso dovrà valutare la congruità e la legittimità delle proposte. Successivamente spetterà ai Comuni siglare i contratti. 

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