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Ragusa al ballottaggio, c'è Cassì sulla strada dei 5 stelle
Dipasquale (Pd) ai suoi: «Voto Tringali, ma lascio libertà»

La campagna elettorale ha vissuto prima un iniziale fair play, per poi infiammarsi negli ultimi giorni, dopo l'affondo dell'ex assessore pentastellato Martorana: «Cassì è la controfigurina di politici di razza». Intanto l'uomo forte dei dem in privato esprime la sua intenzione di voto

Piero Burrugano

Domenica i cittadini ragusani saranno richiamati al voto per eleggere il nuovo sindaco della città. Antonio Tringali del Movimento 5 stelle e Giuseppe Cassì, civico di destra si contenderanno la poltrona di primo cittadino di palazzo d’aquila. I risultati del primo turno sono stati favorevoli per i due candidati che hanno superato entrambi il 20 per cento dei consensi e che quindi si ritrovano di nuovo di fronte al giudizio degli elettori. Il pentastellato Tringali ha scelto come suoi assessori Tiziana Vitale, Alberto Di Mulo, Gaetano Accardi, Emanuele Nicosia e Gianluca Formichetti. Cassì ha indicato invece Raimonda Salamone, Gianni Giuffrida, Giovanni Iacono, Giovanna Licitra e Luigi Rabito.

Nessuno dei due candidati ha depositato nuovi apparentamenti. Tringali ci tiene a precisare che il principio del Movimento 5 stelle è proprio quello di correre da soli senza appoggi di partiti. Cassì, in una conferenza stampa, ha affermato che non ha chiesto l’appoggio di altri candidati perché non vuole tradire la fiducia degli elettori che l’hanno votato e perché non vuole che il programma elettorale presentato venga snaturato. La ripartizione dei seggi avverrà quindi come di seguito: 15 seggi al candidato sindaco proclamato eletto, uno al candidato sindaco non eletto, otto alle liste non apparentate con il candidato sindaco proclamato eletto. Hanno superato il 5 per cento solo cinque liste: Movimento 5 stelle, Cassì sindaco, Partito Democratico, Ragusa Prossima di Massari, Insieme di Tumino. 

Tra i due candidati si è registrato, in un primo momento, un sostanziale fair play: nessun attacco frontale e massimo rispetto delle parti. La campagna elettorale si è svolta dunque senza particolari colpi di scena, con incontri, saluti e strette di mano. Fino a quando l’assessore grillino uscente Stefano Martorana ha definito sui social Cassì una «controfigurina di politici di razza che invece che metterci la faccia preferiscono aspettare per tornare sulla scena da protagonisti». Cassì non l’ha digerita e in una conferenza stampa convocata ad hoc ha replicato duramente. «A proposito delle accuse e delle ingiurie che mi sono state rivolte - afferma Cassì - voglio tranquillizzare tutti. Per diversi motivi: in primo luogo perché sentire il mio nome accostato a quello di un politico, l’onorevole Minardo (Nino Minardo, parlamentare nazionale di Forza Italia ndr), persona rispettabilissima, che ha appoggiato nel corso di questa campagna elettorale la candidata Migliore per poi cambiare idea e virare su Tumino, mi fa sorridere. Si tratta naturalmente di persone e politici rispettabili, ma non posso accettare che sul mio conto non venga detta la verità. Non posso accettare inoltre che venga detto che se dovessi diventare sindaco, verrei influenzato da altri. La mia storia parla per me. Nessuno potrà condizionarmi, nessuno oserà farlo, e se qualcuno proverà a farlo verrà messo alla porta. Posso dirlo perché io non ho da restituire cambiali politiche, dal momento che dalla politica e dai politici non ho mai ricevuto nulla: la politica dunque non può chiedermi nulla». Su questo argomento Tringali non ha replicato e, così come dicono tra i suoi, non lo farà.

Nell’ultima parte della campagna elettorale tengono banco non solo le critiche ma anche gli endorsement ricevuti in maniera palese o meno da esponenti di vari partiti. E se ufficialmente tutti si schierano sul «voto libero», in privato si manifestano le preferenze. E in quest'ottica, particolare interesse assume quello che farà il Partito Democratico, il cui candidato, Giuseppe Calabrese, col 13,8 per cento è arrivato quinto al primo turno. In questi giorni l'uomo forte dei dem ragusani, il deputato regionale Nello Dipasquale, ha confessato ai suoi fedelissimi che «voterà Tringali», ribadendo però libertà di voto e sottolineando che «non ci sono accordi». In campagna elettorale, in verità, Dipasquale e Tringali avevano avuto un battibecco politico lanciandosi accuse reciproche. L’onorevole all’Ars ha infatti ricordato che Tringali è stato «un suo uomo» all'epoca in cui militava in in Forza Italia. Ma evidentemente i dissapori sono stati messi da parte. Dall'altra parte, invece, Minardo ha annunciato di appoggiare Cassì. 

La campagna elettorale dei due candidati si chiuderà stasera in maniera differente: Tringali avrà ospite una big della politica nazionale, Barbara Lezzi, neo ministro per il Sud; invece Cassì ha scelto di incontrare i cittadini a Marina di Ragusa.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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