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Trapani: l'avvocato Galluffo, un socialista col centrodestra
«Alla città serve una pulizia straordinaria, in tutti i sensi»

Il noto legale penalista è sostenuto da tre liste, tra cui Forza Italia. «Il mio progetto - dice nell'intervista a MeridioNews - è portatore di un civismo autentico, che apre le porte alla buona politica e che non la camuffa per prendere in giro gli elettori». I suoi progetti su aeroporto, rifiuti, fondi europei e università. E la sua analisi su Cosa Nostra trapanese

Pamela Giacomarro

Vito Galluffo, noto avvocato penalista trapanese, è il nome scelto da tutto il centrodestra trapanese, con l'eccezione della Lega che candida Bartolo Giglio. Galluffo è appoggiato da tre liste: Trapani Riparte, Forza Italia e Popolari e autonomisti. All'interno delle quali sono confluiti socialisti e rappresentanti di Diventerà Bellissima, il partito del presidente Nello Musumeci. Di estrazione socialista, il legale nel 2001 fu candidato alla camera dei deputati nella lista dell'Ulivo.

La città viene fuori dalla campagna elettorale dello scorso anno condizionata dalle vicende giudiziarie e da un anno di commissariamento. Cosa serve a Trapani per rialzarsi?
«Un’amministrazione coerente, capace ed in grado di confrontarsi con la città. Trapani deve tornare a discutere senza alzare muri, senza farsi condizionare dai sospetti, dagli scontri più o meno ufficiali. Deve dunque tornare a credere in se stessa. Per farlo non ha bisogno di un altro uomo solo al comando. Ha invece bisogno di una classe dirigente che possa programmare lo sviluppo per i prossimi 20 anni. Il Comune non può essere il posteggio per altre mire politiche. Trapani deve essere liberata da tante ipocrisie e da false verità». 

Tema aeroporto: con grande fatica si è raggiunto un accordo per il nuovo bando di co-marketing. Crede sia un modello su cui continuare a puntare? Se no, quali alternative per Birgi?
«Su Birgi la mia amministrazione è pronta a fare quel che nessuno ha mai fatto. Chiederemo di poter far parte del nuovo co-marketing prima possibile e di esserne il Comune capofila. Con tutto il rispetto per il Comune di Marsala, riteniamo che sia un ruolo ed una funzione che competono al capoluogo. Ma non ci fermeremo qui: siamo pronti a sostenere il Piano Nazionale dei Trasporti di settore che punta alla privatizzazione degli scali siciliani ed alla nascita di due Poli, quello occidentale con Palermo e Birgi e quello orientale con Catania e Comiso. Il Comune di Trapani dovrà essere pronto ad entrare nel pacchetto azionario, riservato al pubblico, il 20 per cento complessivo, per avere un ruolo da protagonista nella gestione dello scalo e nella programmazione della sua attività. Non ci limitiamo dunque soltanto al co-marketing. E siamo i soli a dire che non ci fa paura una presenza concreta nella società di gestione. Lavoreremo al fianco della Regione, azionista di maggioranza, che finora ha rispettato i patti ed ha fatto più di tanti che si atteggiano a salvatori della patria senza averne alcun titolo». 

Rifiuti, è stato assegnato il nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti. La convince? Pensa ci siano margini per cambiare qualcosa vista la situazione in città?
«La raccolta differenziata è l’obiettivo da raggiungere. Quel che stiamo vedendo in questi mesi è un’altra cosa. Differenziata significa città più pulita ed invece è assolutamente sporca; rifiuto che da peso diventa risorsa e non mi pare che le casse del Comune ne stiano beneficiando, anzi, la tassa aumenta. Differenziata significa coinvolgimento dei cittadini, che invece sono abbandonati a se stessi; svolta culturale, quindi informazione, confronto costante e diretto con le scuole, dialogo con i trapanesi per renderli partecipi di un progetto che non potrà che migliorare la loro qualità della vita. Il nuovo appalto sta per diventare realtà. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma anche a seguire passo dopo passo l’attività della società che si è aggiudicata la gara. Lavoreremo anche per dare un futuro diverso alla nostra Trapani Servizi, che sarà chiamata a cambiare pelle». 

Qual è la prima cosa che farebbe da sindaco?
«Una pulizia straordinaria della città, e non soltanto per i rifiuti abbandonati per strada. La consideri una risposta anche con un significato metaforico». 

Perché un noto penalista come lei ha deciso di prestarsi alla politica scendendo in campo per queste amministrative?
«Perché ogni cittadino, quando il suo territorio rischia di colare a picco, deve sentire la necessità, direi l’obbligo morale di dare il suo contributo. Non ho velleità personali. Mi ritengo un uomo soddisfatto della vita, non sto qui a dire i traguardi che ho raggiunto. Ma non potevo lasciare la mia Trapani in una condizione di assoluta indigenza politica sociale, morale ed economica. Ecco perché ho accettato l’invito, di tanti, a candidarmi a sindaco. Non mi sono autocandidato per sopravvivenza politica. L’Alleanza delle Idee non è soltanto uno slogan elettorale, è un progetto politico che va oltre questa competizione elettorale, è una sfida alla città che punta sempre a delegare agli altri, alla città che non vuole crescere, al finto civismo di chi per brama di potere ha messo dentro tutto ed il suo contrario, con evidenti contraddizioni che, comunque andrà il voto, esploderanno a danno del nostro territorio. Il mio progetto è portatore di un civismo autentico, che apre le porte alla buona politica e che non la camuffa per prendere in giro gli elettori». 

Tra i punti salienti del suo programma, una task force per i fondi europei, suolo pubblico gratuito e rilancio del Consorzio universitario.
«Non ci si può limitare a constatare la progressiva riduzione dei fondi nazionali e regionali per poi poter giustificare l’immobilismo amministrativo. È bene fare chiarezza su questo punto: i soldi ci sono, sono quelli dell’Unione Europea che ha tanti programmi operativi, con risorse importanti che vanno studiati. Ecco perché serve un ufficio ad hoc che si occupi soltanto di questo. Il dato certo è che senza progetti si fa soltanto propaganda quando si parla di Unione Europea. Un ufficio efficiente, dinamico ed intraprendente sarà la svolta per questa città. Le attività commerciali vanno sostenute e non colpite da tasse e contro-tasse. Nel mio progetto amministrativo, non a caso, una istituzionalizzazione del confronto con le associazioni di categoria. Il sistema del suolo pubblico gratuito è una prima misura per dare coraggio e sostegno a chi investe ed è pronto a scommettere sulla sua, sulla nostra città. L’Università deve essere il motore della nostra proposta di sviluppo. Va infatti agganciata alle potenzialità di questo territorio, dovrà fornire una parte importante e significativa della nostra e futura classe dirigente. Siamo una città turistica? Indirizziamo i corsi di laurea su questo settore, sui servizi e sui Beni culturali. L’Università può fare tanto. Per noi con la cultura si mangia e si può mangiare anche bene». 

Da avvocato si è occupato più volte di vicende di mafia. Vista la sua conoscenza di Cosa Nostra, secondo lei che fase attraversa la mafia a Trapani?
«La mafia è business. Ed in fase di crisi come quella attuale, diventa più aggressiva, più pervasiva nei territori che controlla. Questo non significa che debba necessariamente tornare a sparare, anzi, al contrario: sceglie invece di insinuarsi nel tessuto produttivo provando a condizionarlo e poi ad egemonizzarlo. La mafia è un fenomeno sociale che va combattuto con la forza dello Stato e con la credibilità e l’efficienza delle istituzioni. A Trapani, come a Bolzano. Ma la mafia è anche un fattore culturale che va affrontato a viso aperto nella vita quotidiana, con atti concreti, con la legalità delle azioni e del pensiero, con un’antimafia sociale che non sia la brutta copia, per modi di fare e per corsa al potere, della mafia che intende battere. Potrà sembrare banale, ma la mafia si batte essendo tutti cittadini e quindi tutti consapevoli dei propri diritti ma soprattutto dei propri doveri. La mafia si batte nelle scuole, nella formazione di generazioni libere da pregiudizi e dalla logica che vince sempre il più forte. La mafia si batte con il confronto, con la soluzione dei problemi. In sintesi, affermando che le istituzioni ci sono e sono dalla parte del cittadino».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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