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Comunali Messina, la corsa dell'istrionico De Luca 
«Eliminare tram: dove passa ha creato un cimitero»

Il parlamentare regionale eletto con Sicilia Vera ha iniziato la sua campagna elettorale nel capoluogo peloritano già nell'agosto del 2017 con visite organizzate porta a porta. Sei le liste a suo sostegno. «La cosa peggiore dell'amministrazione uscente è quella di non avere affatto amministrato», dice a MeridioNews

Simona Arena

Cateno De Luca, parlamentare regionale eletto con la sua lista Sicilia Vera, è forse il più istrionico dei sette candidati alla poltrona di sindaco di Messina. La sua campagna elettorale è cominciata ad agosto del 2017. Un porta a porta con visite e incursioni nelle piazze di Messina. Alle regionali si è fatto registrare come Cateno De Luca, detto Messina. Dalla periferia al centro cittadino, amante dei comizi di piazza, ha caratterizzato la sua campagna elettorale per il tono provocatorio spesso utilizzato. Sei le liste a suo sostegno. Sue le proposte di realizzare un casinò nell’attuale sede del Municipio messinese, e la rimozione del tram dall’attuale sede per far posto a una tramvia sospesa in aria.

A Messina partono in cerca di fortuna ogni anno duemila giovani. Come fermare questa emorragia creando posti di lavoro?
«Facendo un intervento sul sistema produttivo e accelerando la spesa dei tanti finanziamenti che sono stati assegnati città. Fondamentale che si creino delle aree a burocrazia zero per agevolare le localizzazione d’impresa. In previsione, anche un'azione mista tra Comune e Regione per giovani disoccupati. Abbiamo definito un percorso di tirocini formativi, con un sostegno economico anche da parte della Regione per formare i giovani e consentire alle aziende di superare questa fase transitoria di economia stagnante». 

Il Comune ha cinquecento milioni di euro di debiti? A suo avviso il dissesto è scongiurato. Lei da sindaco lo richiederebbe?
«Il problema non è l’entità, bisognerebbe definire una volta per tutte le somme iscritte in bilancio non riscosse. Il dissesto va scongiurato, ma bisogna anche approfondire i presupposti di questo piano di riequilibrio che, da cinque anni, viene sballottato tra Messina e Roma. Sono preoccupato del fatto che non c’è stata ancora la garanzia sulla fondatezza di questo piano di equilibrio».

Parlando di tram, lei vorrebbe eliminarlo. Perché?
«Il tram va tolto perché ha creato un cimitero dove è passato: sono un centinaio le attività commerciali che hanno chiuso e quelle che stanno resistendo hanno avuto una contrazione dei ricavi di oltre il 50 per cento. È paradossale che una città come Messina faccia passare sullo stesso tratto stradale gli autobus, le macchine e anche il tram creando un appesantimento del traffico. Il tram va eliminato creando un’alternativa con una strategia longitudinale, che parta dall’Annunziata e arrivi a Tremestieri con un collegamento veloce a monorotaia».

Rada San Francesco. Il candidato del M5s Gaetano Sciacca propone di spostare le navi nel porto storico. Lei che futuro immagina?
«Probabilmente questa proposta parte da qualche accordo che dovrebbe monopolizzare definitivamente i nostri approdi. Mi chiedo a cosa serva: non sicuramente a decongestionare il traffico urbano, forse a consentire la realizzazione di un progetto di porticciolo turistico che magari giace da anni nei cassetti. Non siamo contro gli investimenti privati, ma far monopolizzare tutti i nostri approdi significa rischiare di mettere in ginocchio la città penalizzando l'interesse collettivo».

Quante volte quest’anno è stato al teatro? Quale spettacolo le è piaciuto di più? Quale soluzione per salvare il teatro?
«Ultimamente non sono andato perché sono stato sempre in campagna elettorale. Per salvare il teatro abbiamo proposto di municipalizzare il servizio. Per l’alleggerimento del costo del personale si potrebbe farlo passare in dotazione comunale. Questo significa riformulare l’impostazione organizzativa del teatro ed evitare tutto ciò che in questi anni ha rappresentato una zavorra. È necessario stabilizzare l’orchestra: è assurdo ci siano circa 50 figure che si occupano dell’amministrazione e dei profili organizzativi, ma nemmeno una che riguardi le attività svolte dagli orchestrali e dalle maestranze. Su questo il Comune può svolgere un ruolo importante: liberando l’ente da risorse e riutilizzandole in un’azione organica può trasferire al teatro risorse economiche in termini di valore delle stesse unità passate dal teatro al comune».

Il primo provvedimento che firmerebbe da sindaco?
«La modifica del regolamento di funzionamento degli uffici e dei servizi, al fine di snellire l’apparato burocratico, ridurre le figure dirigenziali, riorganizzare gli uffici e i servizi del Comune e rendere economici, efficienti, efficaci e flessibili i servizi al cittadino e al mondo delle imprese».

Rifiuti. Qual è la soluzione?
«Occorre chiudere tutta questa fase delle società partecipate e avviare una gara per individuare il gestore privato con un regime privatistico, come prevedono le normative vigenti. Avviare la raccolta differenziata con un sistema di porta a porta e la realizzazione di tutte le strutture di primo livello che mancano. Avviare anche una strategia per l’area di Pace per abbattere i costi di trasporto e di smaltimento. Questo porterà non solo al superamento del 65 per cento della differenziata, ma anche a un dimezzamento della tariffa di costo per i cittadini».

Quale ritiene sia la cosa migliore e quale la cosa peggiore dell’amministrazione uscente?
«La cosa peggiore è che non ha amministrato. Tutti i problemi che ha ereditato sono rimasti tali. Il livello della qualità dei servizi è stato portato verso il basso: in pratica adesso le periferie e il centro della città sono allo stesso livello con una qualità dei servizi pari a zero. Di elementi positivi, francamente, non ne ho riscontrato nessuno. Posso dare la sufficienza all’attività complessiva».

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