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Siracusa-Gela, stallo su realizzazione dell'autostrada
Cas: «Puntiamo a chiedere i danni a Condotte Acque»

Le principali sigle sindacali hanno indetto per venerdì mattina una manifestazione per protestare contro il blocco dei cantieri. All'origine ci sono i problemi dell'impresa che detiene larga parte dell'appalto. Il direttore del Consorzio autostrade siciliane spiega a MeridioNews quali saranno le prossime possibili mosse 

Valentina Frasca

Cento milioni di euro già spesi, lavori fermi al palo e rischio fallimento dietro l’angolo. È più grave di quanto si possa pensare la situazione dei lavori di realizzazione dell'autostrada Siracusa-Gela, i cui lotti da Rosolini a Modica, passando per Ispica, sono bloccati da un anno. Da quel momento, dei trecento operai necessari alla realizzazione dell’infrastruttura ne sono rimasti 30, che hanno svolto più la funzione di guardiani che altro, mentre le opere già realizzate andavano in malora.

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Ragusa hanno indetto una conferenza stampa in contrada Graffetta, sulla Ispica-Pozzallo, per spiegare bene la situazione e annunciare una manifestazione in programma venerdì mattina. Saranno presenti, oltre alle sigle sindacali, anche le aziende che vantano crediti, come quelle di movimento terra e di calcestruzzo. «La ditta capofila, ossia Condotte Acque Spa, che detiene il 70 per cento dell’opera à- spiega Peppe Scifo, segretario provinciale Cgil Ragusa - sta fallendo e la sua situazione è sul tavolo dei ministeri competenti. Il restante 30 per cento è nelle mani di Cosedil che, stando a un accordo ancora in bozze, dovrebbe prendersi tutto. Ma poiché il pacchetto comprende anche i debiti, che non si sa nemmeno di preciso a quanto ammontino, l’iter si è arenato. Stiamo parlando, tra l’altro, di debiti che neanche dovrebbero esserci, perché il Cas (il Consorzio autostrade siciliane, ndr) avrebbe dovuto seguire lo stato di avanzamento dei lavori saldando man mano - conclude Scifo - le opere che venivano realizzate, secondo un preciso cronoprogramma».

La situazione di stallo, aggravata ulteriormente dalla richiesta di concordato preventivo presso il tribunale di Roma Condotte, ha indotto l’assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone ad attivare le procedure necessarie per la rescissione del contratto con Cosige - la società cooperativa a responsabilità limitata di cui fanno parte Condotte e Cosedil - se entro il 10 giugno non riprenderanno i lavori o se Condotte non deciderà autonomamente di recedere dal contratto e lasciare a Cosedil il completamento dell’opera. A subentrare potrebbe essere un’altra società, la New Co., che si sarebbe già detta pronta a farsi carico di tutto, tranne delle opere avviate in Sicilia, troppo rischiose.

A cercare di arrivare a una soluzione, facendo ripartire i cantieri, ci sta pensando anche Leonardo Santoro, che da marzo è direttore generale del Cas. Santoro concorda sulla linea dell’assessore Falcone e sulla data limite del 10 giugno, aggiungendo che il Genio civile di Siracusa sta definendo proprio lo stato di consistenza per rescindere il contratto, riassegnare l’appalto e far ripartire tutto, dato che è improbabile che si possa ricucire lo strappo con Condotte Acque. «Si tratta di un passaggio tecnico propedeutico alla rescissione del contratto in danno - spiega Santoro -. Se l’impresa abbandona il cantiere e non giustifica in alcun modo il suo comportamento, come in questo caso da un anno, senza dare segnali che possano far pensare a una ripresa, il passaggio tecnico della normativa degli appalti è il verbale di consistenza, cioè fotografare quello che è stato realizzato e, da parte dell’ente committente dei lavori, chiedere i danni all’impresa. Si attiva così un contenzioso che permette al consorzio di avere le mani libere per riappaltare i lavori e farli ripartire il prima possibile».

Al momento, il finanziamento che il Cas ha ricevuto non è stato revocato e si sta operando per risolvere una serie di criticità in merito alle pregresse certificazioni di spesa, al fine di riattivare i flussi finanziari. Un capitolo a parte è rappresentato, invece, dalla parte dei fondu provenienti dall'Unione europea: se l’autostrada non vedrà la luce, andranno persi e tutti i soldi già spesi saranno stati inutili, mentre le ditte attendono di essere pagate. Il dipartimento regionale Infrastrutture e trasporti vorrebbe proporre all'Ue di trasferirli dall’attuale programma finanziario al nuovo, e per questo c’è un’interlocuzione in corso tra la Regione e Bruxelles. «La mia sensazione - commenta Santoro, che si definisce «fiducioso» - è che si possa intanto completare lo stralcio funzionale fino a Ispica, e poi pensare ai nuovi passaggi». Sulle ditte che attendono di essere pagate, il direttore è chiaro: «Le imprese che vantano crediti con Condotte Acque dovranno fare riferimento ad essa per recuperare i soldi».

Infine, in merito alle accuse rivolte al Cas da parte delle sigle sindacali per non aver vigilato sull’iter, scongiurando gli indebitamenti, Santoro rispedisce tutto al mittente: «Il sistema dei lavori pubblici prevede che un’impresa realizza delle opere e matura il certificato di pagamento, l’ente appaltante verifica che sia tutto regolare e paga - replica -. Nel momento in cui Condotte si è esposta con una serie di subappalti e non ha onorato il proprio debito, subentra l’ente appaltante e invece di pagare l’impresa paga i subappaltatori. Questa procedura è stata attivata già prima che arrivassi io, onorando una parte dei debiti, il resto l’ho fatto io e a oggi il credito si è esaurito, anche perché nel frattempo l’azienda non ha condotto nuovi lavori. Dev’essere Condotte a saldare tutto, il Cas - conclude Santoro - non ha più somme da dargli».

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