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Sistema Montante, Musumeci si dice garantista
«Ma l'industria dell'antimafia finta deve chiudere»

«Non sbattere il mostro in prima pagina». Le parole del governatore a proposito dell'inchiesta sull'ex presidente di Confindustria in Sicilia predicano prudenza. Anche se non nasconde di sentirsi «amareggiato». «Sono stato l'unico che in Aula ha denunciato la mafia dell'antimafia nel silenzio generale»

Miriam Di Peri

L'invito ai «colleghi» della stampa, come li chiama lui che pubblicista lo è davvero, è quello di non sbattere il mostro in prima pagina. Il riferimento è al film cult degli anni '70, diretto da Marco Bellocchio sui rapporti di poteretra stampa e forze dell'ordine. E non a caso Nello Musumeci ricorda la sua anima garantista usando proprio quell'espressione, a margine della conferenza stampa congiunta con Trenitalia, a proposito del Montante gate e dell'indagine a carico dell'ex primo inquilino di Palazzo d'Orleans, Rosario Crocetta.

«Ho letto le agenzie di stampa e devo dire che bisogna sempre essere attenti a non sbattere il mostro in prima pagina. Il deputato regionale Giuseppe Gennuso, come ha stabilito il Tribunale del Riesame, non avrebbe avuto alcun collegamento con le organizzazioni mafiose, ma abbiamo tutti detto che il mostro c'era. Sono garantista per cultura politica, attenti quando emettiamo sentenze, come criterio generale». «Nello specifico - ha aggiunto Musumeci - rimango molto molto amareggiato. Io sono stato l'unico politico che in Aula è andato in tribuna e ha denunciato la mafia dell'antimafia nel silenzio generale della stragrande maggioranza del Parlamento».

Insomma, il governatore esorta a lasciare lavorare la magistratura, «però - sottolinea - l'industria dell'antimafia in Sicilia deve chiudere battenti: l'antimafia finta non può consentire anche in politica facili carriere, l'antimafia si predica nel dovere del silenzio, giorno dopo giorno». Un passaggio, infine, Musumeci lo dedica all'elezione di Claudio Fava a capo della commissione regionale Antimafia: «Lasciatemi dire che il fatto che sia stato eletto a larghissima maggioranza è un segnale evidente che quando si tratta di affrontare temi delicati, le forze politiche superano gli angusti confini di parte per dare segnali forti e di corale convergenza». «Lavoriamo di buon intesa con la commissione. Il governo - ha concluso - è attento e sensibile anche su questo fronte, vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni, speriamo che la Sicilia possa tornare alla ribalta per eventi positivi e non sempre per battaglie di retroguardia».

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