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Parla l'attivista che ha segnalato La Gaipa allo staff M5s
«Ho parlato solo del suo carente attivismo, non di lavoro»

Ivan Italia è un militante del Movimento, nonché dipendente del candidato arrestato per estorsione. «Non l'ho denunciato, alla polizia ho confermato ciò che già sapevano», dice. Determinanti le sue registrazioni, «fatte per difendermi dall'Agenzia delle entrate». Resta il mistero di una dettagliata mail che è circolata ad Agrigento

Simone Olivelli

«Per me Fabrizio La Gaipa non sarebbe stato un buon candidato per il Movimento 5 stelle e l'ho fatto presente allo staff, ma senza mai mettere in mezzo i problemi professionali che avevamo». A parlare è Ivan Italia, l'attivista di Agrigento finito suo malgrado a incarnare il groviglio di dissidi interni al partito di Beppe Grillo nella Valle dei Templi. Qui, infatti, da anni il Movimento si trova diviso in frange: da una parte, il gruppo che ruota attorno ai portavoce ufficiali - il deputato regionale Matteo Mangiacavallo e la consigliera comunale Marcella Carlisi - e dall'altra i meet-up senza rappresentanza nelle istituzioni e per questo non autorizzati a parlare a nome del M5s, nonostante si riconoscano in tutto e per tutto nelle idee dei cinquestelle. 

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